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NESTLE', NUTRIRSI CON LE MOLECOLE DEL BENESSERE PDF Stampa E-mail
Monday 21 May 2007

Nei pressi di Losanna, i ricercatori di Nestlé pongono le basi per gli alimenti del futuro. Tra nuove miscele molecolari, additivi e prodotti dietetici
prodotti_nestle.jpgProseguendo una lunga tradizione innovativa, la multinazionale svizzera s'indirizza sempre più verso il cibo personalizzato e adattato alla società moderna. Ma c'è chi non condivide.

"Per più di un secolo, la necessità principale è stata quella di coprire il fabbisogno alimentare di una popolazione crescente", spiega il CEO Peter Brabeck in un filmato promozionale sul Centro di ricerca di Nestlé (CRN) di Vers-chez-les-Blanc, sopra Losanna.

"Ora i consumatori cercano qualcosa in più: la salute, ad esempio", aggiunge.

Nei paesi ricchi, l'obesità, il diabete, l'osteoporosi, e la pressione sanguigna elevata sono in effetti diventati delle malattie e dei problemi di massa. Uno sviluppo che, oltre alla longevità e allo stile di vita, è dovuto anche alle abitudini alimentari.

Nestlé ha così deciso di riorientare le sue attività di ricerca verso il settore benessere e salute.

Il futuro secondo Nestlé? Un maggior ricorso ai laboratori per sviluppare alimenti personalizzati, equilibrati e carichi di ingredienti specifici ai bisogni di diversi tipi di consumatori: il cosiddetto cibo "funzionale".


Batteri probiotici e energia ottimizzata

"Il nostro scopo a lungo termine è che l'intera gamma dei prodotti Nestlé sia dotata di additivi nutrizionali ed offra dei benefici alla salute dei consumatori", dice a swissinfo Hengameh Van der Kaaij, portavoce del CRN.

Finora, sono state riviste le composizioni di circa 700 prodotti. Ad esempio, nel 58% dei casi sono stati ridotti i contenuti grassi, nel 56% le calorie e nel 25% gli zuccheri.

Molti di questi prodotti sono poi stati "completati" dai cosiddetti "Branded Active Benefits" (BAB).

"Si tratta di miscele di molecole che, sulla base dei bisogni dei consumatori e dopo accurate verifiche scientifiche, vengono aggiunte agli alimenti", rileva Van der Kaaij.

Ad esempio i batteri probiotici LC1 negli yogurt che combattono agenti patogeni e migliorano il funzionamento dell'intestino, il composto di vitamine e minerali Actigen E che ottimizza il rilascio dell'energia, le fibre BG-3 che riducono l'assorbimento di glucosio o ancora il composto di acidi grassi Omega 3:6 che favorisce la salute cardiovascolare.


Mercato promettente

Da Danone a Unilever. Da McDonald's alla stessa Nestlé. La corsa al cibo "funzionale", che piace, non ingrassa e far star meglio, riguarda tutti i giganti del settore.

"Mangiare bene, vivere bene" è lo slogan di Nestlé. E buoni affari, potremmo aggiungere. Secondo uno studio realizzato in Inghilterra, il giro d'affari legato al cibo funzionale ha già raggiunto i 30 miliardi di franchi a livello mondiale.

Nei prossimi 10 anni, questo tipo di prodotti dovrebbero rappresentare almeno il 10% dell'intero mercato alimentare.

La multinazionale di Vevey prosegue dunque nel solco della sua tradizione innovativa. Dalla prima farina lattea per i bébé del 1867 al primo caffè solubile nel 1938 (quel Nescafé che è diventato uno dei marchi più ricchi al mondo), alla cioccolata al latte o ai dadi Maggi. Ed ora al cibo elaborato in laboratorio per essere sano.


"È solo marketing"

"Il miglior cibo funzionale? Semplice: una mela o un'arancia. Naturali, ricche di vitamine e a buon mercato", sottolinea non senza ironia François Meienberg, esperto di alimentazione presso l'ONG Dichiarazione di Berna (DB).

Secondo l'esponente della DB, Nestlé e le altre multinazionali cercano di sviluppare un segmento di mercato a prezzi elevati per incrementare i loro margini di guadagno su prodotti, quali cereali o yogurt, che altrimenti dovrebbero vendere a basso costo.

"Questi nuovi alimenti sono soltanto una reazione alle abitudini alimentari poco sane e cariche di zuccheri che abbiamo sviluppato proprio a causa dei prodotti delle multinazionali", aggiunge Meienberg. "Ci fanno ammalare e poi ci curano".

Queste critiche sono condivise anche dalla Fondazione per la protezione dei consumatori, secondo la quale, nella maggior parte dei casi, non vi è alcun bisogno di cibo funzionale specifico.

"Una dieta naturale ed equilibrata e un po' di sport permettono di star bene e di risparmiar denaro", conclude Jacqueline Bachmann, direttrice della Fondazione. "Altro che cibo funzionale...".
 

Swissinfo, 21 maggio 2007
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