Greenplanet.net - organic food & natural lifestyle

Sunday
Nov 23rd
Home

VALSUGANA (TN): NASCE IL MOVIMENTO RURALPINO

E-mail Stampa PDF
In nome del ritorno ai cicli locali di produzione alimentare, di valori di identità del territorio e di socialità   Movimento Ruralpino - Foto by Stefano MariottiHa preso corpo sabato 19 maggio, attorno al gemellaggio tra i "ribelli del Bitto" (l'Associazione dei Produttori delle Valli del Bitto in Valtellina) e la Libera Associazione Malghesi e Pastori e del Lagorai (in Valsugana), un movimento spontaneo e inedito che non si etichetta né come economico né come politico e che riunisce i malghesi e i pastori agli abitanti dei paesi di montagna e delle città, liberi da qualsiasi vincolo con organizzazioni burocratiche e schemi ideologici.

Il patto tra le due realtà è avvenuto a Strigno, in Valsugana, nel contesto del secondo Incontro Ruralpino (19 e 20 maggio, a sei mesi di distanza dal primo che si tenne in Valtellina); ha visto la partecipazione di personaggi di varia estrazione professionale, culturale, politica e sociale, uniti dall'idea che la produzione di cibo sano e realmente legato al territorio sia un valore politico e sociale importante, intorno a cui possono nascere soluzioni per i gravi problemi del nostro tempo, dal cambiamento climatico al problema dei rifiuti e degli sperperi energetici, alla disgregazione sociale, etc.

A Strigno il pastoralismo, dai più considerato una sopravvivenza del passato, diventa il "nocciolo duro" di un nuovo e attualissimo movimento, che in nome di un ecologismo di marca pastorale (e contadina) - ben diverso dall'ambientalismo urbano - si oppone  all'abbandono della montagna e ai miti del ritorno alla "natura selvaggia", ma anche all'industrializzazione delle attività agricole e zootecniche. Va detto, infatti, che, anche sulle Alpi, l'industrializzazione e l'intensificazione delle poche attività agrozootecniche rimaste, sempre più concentrate in poche aziende e in territori ristretti, determina gravi fenomeni di inquinamento ambientale, la scomparsa di razze animali domestiche e di varietà di piante coltivate, e l'appiattimento del gusto dei prodotti alimentari.
I piccoli produttori rurali,  chi produce alimenti per autoconsumo, alleva animali, coltiva e cura il territorio come attività integrativa, per passione e per fini educativi, ritengono che sia giunto il momento di avere una voce, propria e indipendente, e di dire la sua sulle politiche del cosiddetto "sviluppo rurale", che è "rurale"  di nome e non di fatto e che continua a privilegiare le grosse aziende agrozootecniche e i vari apparati burocratici, sindacali, tecnici, cooperativi.

I piccoli produttori rurali vogliono anche denunciare come  la burocrazia proliferi inarrestabile, togliendo energie vitali e aumentando i costi dei piccoli produttori. Tutto ciò favorisce un sistema in cui le potenzialità produttive locali e le risorse umane vengono disperse, tant'è che anche nei paesi di montagna si acquistano le patate insapori degli ipermercati, prodotte a centinaia o migliaia di chilometri di distanza.  Al produttore rurale interessa avvicinarsi al consumatore trovando da sè le soluzioni, piuttosto che chiedere sovvenzioni vincolanti.  
A Strigno quindi si è parlato di questo e di molto altro, nel corso del Secondo Incontro Ruralpino: Produzioni rurali e circuiti locali ed etici di commercializzazione dei prodotti, Allevare in montagna salvando le razze autoctone e ri-attivando circuiti di socializzazione, Mantenere i pascoli con veri animali e veri pastori,  Ri-conoscenza, gestione e valorizzazione del territorio, Bioetica: benessere animale e salute del consumatore.  Sono intervenuti con testimonianze e proposte numerosi produttori e tecnici provenienti oltre che dal Trentino, anche dalla Lombardia, dal Veneto e dal Piemonte.


         ***************************************************************

Cos'è l' Associaziome Produttori Valli del Bitto - Riunisce sedici alpeggi delle Valli del Bitto, nella bassa Valtellina Orobica, ovvero della zona storica di produzione del formaggio Bitto (un formaggio che si può produrre solo in alpeggio). Essi  sono usciti dal Consorzio di Tutela contestando norme di produzione che consentono l'uso dei mangimi e dei fermenti industriali e chiedendo che - come da tradizione - la produzione preveda l'aggiunta del latte di capra. Da parte loro, i soci si sono impegnati anche a utilizzare la capra locale (di razza Orobica) e stanno orientandosi verso la reintroduzione della "vecchia" Bruna Alpina, ancora allevata in Svizzera e tenuta distinta dalla Brown Swiss (razza di origine statunitense che in Europa ha sostituito la vecchia Bruna conservandone solo il nome).

Cos'è l'Associazione Malghesi e Pastori del Lagorai . Nata nel 2000,  l'associazione che non ha finalità di lucro e si autofinanzia, raggruppa sia i  malghesi-pastori di 10 alpeggi del Lagorai a ridosso della media Valsugana, sia  figure che a diverso titolo hanno a cuore il futuro di questo ecosistema trentino.
Obbiettivi raggiunti: lo studio di un disciplinare di produzione con marchio a delimitazione geografica per la tutela del Formaggio -Originale- Malghe del Lagorai, che sta valorizzando la lavorazione del latte crudo in casera secondo gli antichi sistemi artigianali dei casari valsuganotti.
Obiettivi futuri: studio di un disciplinare per il recupero della lana locale e di tutte quelle attività culturali preposte a rafforzare la vocazione agro-pastorale del Lagorai, promovendo la diffusione del valore etico- ecologico- culturale-salutistico legato alle esperienze lavorative in malga in ambito istituzionale, accademico, mediatico e educativo.

Fonte: Cheestime.com