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BOOM DI CIBI SURGELATI IN ITALIA PDF Stampa E-mail
Monday 14 May 2007

Nestlé e l'italiana Orogel si dividono un mercato da 2,7 miliardi di euro
cibi_surgelati.jpgVeloci, pratici e anche buoni. Gli alimenti surgelati sono i protagonisti indiscussi delle tavole delle famiglie italiane (single compresi), che hanno sempre meno tempo da dedicare alla preparazione dei pasti. Se il settore alimentare è spesso stagnante, il comparto dei surgelati è in continua crescita, capace di regalare  in modo costante nuove specialità.

Nel 2006 la produzione totale di surgelati in Italia ha raggiunto le 890mila tonnellate (+2% rispetto al 2005). A salire sono soprattutto i segmenti dei prodotti a base vegetale (+12%), di patate (+6,5%) e la  pasticceria (+3,5%). Mentre il mercato dell'estero ha raggiunto un valore di circa 400 milioni di euro, con un incremento annuo del 13%.

All'inizio furono verdure, ortaggi e bastoncini di pesce a invadere i freezer dei supermercati. Oggi non c'è prodotto o specialità gastronomica che non sia finita nella classica busta da surgelato. Il mercato italiano è uno dei più vivaci e innovativi. Circa i due terzi del fatturato proviene dal settore retail, il restante 30% dal catering. Nonostante negli ultimi anni si siano affacciate sulla scena nazionale alcune aziende per la vendita diretta a domicilio, la grande distribuzione ha un ruolo sempre più centrale nella vendita dei surgelati.

A dividersi la fetta più grande di una torta da oltre 2,7 miliardi di euro (il valore del mercato a prezzi di fabbrica) sono multinazionali come Unilever e Nestlé, seguite dall'italiana Orogel che, considerando i surgelati vegetali, si colloca addirittura a un lusinghiero secondo posto. Proprio in settimana, il Gruppo cesenate ha diffuso i dati del 2006, "vissuto - come precisa una nota della società cooperativistica - all'insegna del consolidamento e del rafforzamento della prima realtà italiana nel settore surgelati (12% la quota volume nei vegetali surgelati)".

Il fatturato aziendale è cresciuto di oltre il 6% nell'ultimo anno, a 150 milioni di euro, e l'utile lordo ha chiuso a 17,2 milioni di euro (+13,7%). Un dato significativo se si considera che il mercato italiano degli alimenti surgelati aveva chiuso il 2005 con una lieve flessione nelle vendite (-0,5%). 

Il 2006 ha visto l'affermazione del gruppo romagnola nel settore della ristorazione commerciale e collettiva (+27% la crescita a volume) e nel consumo fuori casa (bar, tavola calda, pub) grazie a una serie di prodotti da microonde. I quantitativi venduti sono stati pari a circa 73mila tonnellate.

Ma Orogel non è l'unica azienda che sta riconfigurando la propria strategia nel settore. La concorrenza è agguerrita - 350  player, tra cui anche le marche private di super e ipermercati - e occorre trovare nuovi comparti di sviluppo. Ormai nel nostro Paese - sostengono gli addetti ai lavori - il surgelato ha progressivamente perso lo status di prodotto occasionale o d'emergenza e ha assunto un ruolo insostituibile nel consumo quotidiano. Per questo motivo si va alla ricerca di nuovi segmenti da esplorare. Il futuro, quindi, promette di regalarci nuove sorprese sul fronte dei surgelati.


Affari Italiani, 14 maggio 2007

Commenti (1)Add Comment
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scritto da Antonio Fossati , 21 May, 2007
acquisto prodotti surgelati,carne e pesce, ma ritengo possano essere molto più a buon mercato rispetto a quelli freschi
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