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BASILICATA, UN QUARTO DEL TERRITORIO E' BIO

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La superficie agricola destinata al biologico è di 123mila ettari dei 538mila totali

campagna_basilicataIl Piano di sviluppo rurale (Psr) predisposto dal Dipartimento Agricoltura della Regione Basilicata dà ampio spazio alle misure ambientali contenute nel secondo Asse e pertanto anche al settore delle colture biologiche.

L'argomento è stato oggetto di discussione ieri nel corso di un seminario dal titolo «Prospettive alla luce del Piano di sviluppo rurale regionale 2007-2013» organizzato all'Istituto professionale agrario di Sant'Arcangelo (Potenza) dall'Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale) di Basilicata. Vi hanno preso parte dirigenti regionali, dell'Alsia, professionisti, amministratori locali e docenti universitari.

In Basilicata l'agricoltura biologica è in espansione, a conferma dell'accresciuta sensibilità verso un'agricoltura sostenibile che rispetti l'equilibrio ambientale e salvaguardi la salute dei consumatori.

Sono circa 5.500 attualmente nella regione le aziende agricole che si dedicano a tale pratica. Più del 30% di queste occupa una superficie superiore a 20 ettari. Si tratta principalmente di aziende ad indirizzo cerealicolo-foraggero.

Considerato che, ad oggi, 123mila ettari dei 538mila totali costituiscono la superficie agricola destinata al biologico, si deduce che quasi un quarto della Sau regionale è bio. Per quanto riguarda le misure contenute nel Psr, sono state illustrate nel corso del convegno da Giuseppe D'Agrosa, dirigente dell'Ufficio Qualità e Servizi del Dipartimento Agricoltura il quale ha fatto presente che complessivamente sono a disposizione ben 640 milioni di euro da distribuire nel prossimo sessennio, di questi ben 204 milioni sono per gli interventi ambientali. Anche se 181 milioni saranno impegnati per gli interventi già predisposti.

Con i restanti 23 milioni a grandi linee si interverrà sulle varie colture privilegiando quelle zone dove occorre maggiore ristoro ambientale, ma questo sarà stabilito dagli appositi bandi. Tutto ciò porterà ad una naturale selezione delle aziende biologiche lasciando in campo quelle realmente produttive con forti motivazioni e professionalmente all'altezza di competere. Infine il Psr contiene anche l'agricoltura integrata collegata alla certificazione effettiva.


Villaggio Globale, 11 maggio 2007