I campi, coltivati a mais e soia, si trovano nei pressi dell'Isonzo. Danni per 50mila euro
Un centinaio di oche dell'Isola della Cona devasta un campo di grano adiacente alla Foce dell'Isonzo provocando un danno di oltre 50mila euro. E' quello che sostiene Marco Pascutto, direttore responsabile della Casaletto srl, un'azienda agricola di 200 ettari di terreno dei quali una cinquantina adibiti alla coltura di mais e soia e direttamente dipendente dalla Genagricola spa. Si trova sul lato destro dell'Isonzo in località Terranova, nel Comune di San Canzian d'Isonzo. Pascutto ha chiesto il risarcimento dei danni alla Provincia e alla Regione, ma le istituzioni non ne vogliono sapere di questa storia. I responsabili della Cona, in particolare il Comune di Staranzano che rappresenta l'Organo gestore dell'oasi faunistica, compirà un'ispezione con Fabio Perco, direttore scientifico della Stazione biologica della Cona. «Hanno mangiato tutte le piantine e hanno fatto tabula rasa dove sono passate - afferma Marco Pascutto - e distrutto tutto il raccolto. Arrivano a stormi per pascolare e calpestano tutte le piantine di mais già alte 10-15 centimetri. Col becco, poi, le tirano fuori dal terreno e mangiano i chicchi.
La pianta si secca e muore. A me piacciono gli animali, però è la prima volta che capita questo disastro irreparabile. Il raccolto è andato tutto perduto». Fabio Perco invita alla cautela su questa delicata situazione. «Intanto le oche non sono targate - dice - quindi non è sicura la loro provenienza. Poi non è detto che provengano dalla riserva della Cona. Potrebbero essere anche della Valle Cavanata o arrivare dalla direttamente dalla Siberia. Inoltre c'è una questione molto importante. Le oche per legge sono una specie protetta, non si toccano e sono di proprietà pubblica, come i boschi.
Il direttore della società agricola, Pascutto, sottolinea per questa occasione la scarsa sensibilità delle istituzioni sul problema. Sostiene di aver parlato anche con l'Ispettorato agricolo della Regione, ma avrebbero risposto che la questione non è di loro competenza. Stessa risposta pervenuta anche dalla Provincia di Gorizia che eventualmente potrebbe risarcire al massimo tremila euro di danni.
«Sono arrivati i vigili urbani di San Canzian - ha affermato Pascutto - poiché la questione ricade sul loro territorio. Hanno provveduto a fare alcune foto e a stendere un verbale. Ma di più non possono fare. Un disastro, questo, che inciderà sul bilancio dell'azienda».
Il Piccolo di Trieste, 10 maggio 2007



