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I MARCHI DI AGRIBIODINAMICA

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Presentati ufficialmente a Santa Maria di Zevio (VR)

agribio_foto_di_gruppoNella splendida cornice di Cà Scapin in Santa Maria di Zevio (VR), in occasione del salone di degustazione dei produttori aderenti al movimento Renaissance des AOC del 1 e 2 aprile 2007, ha avuto luogo la prima presentazione ufficiale dei marchi AGRIBIODINAMICA. E seppure questa data, 1 aprile, può far pensare a un originale pesce d'aprile, il progetto è tutt'altro che una burla. Nato dall'idea e dall'impegno di un ristretto gruppo di produttori biodinamici, imprenditori e tecnici, AgriBioDinamica si fonda su un articolato disciplinare di produzione che unisce al controllo del metodo di produzione anche l'attenzione alla qualità finale del prodotto.

Ma quali sono le novità e le caratteristiche di AgriBioDinamica?
Come si evince immediatamente dal logo stesso, che deriva dalla fusione dei marchi già esistenti "AgriBio" e "Triple A", AgriBioDinamica è espressione di una volontà collaborativa in spirito di unione e non di divisione, ed è anche espressione di una forte spinta operativa "Dinamica" appunto, aperta all'evoluzione, al miglioramento e alla crescita positiva dell'agricoltura biodinamica stessa.

Come spiegato da Ivo Bertaina, Presidente di AgriBio e cofondatore di AgriBioDinamica, nella relazione di presentazione nel convengo di presentazione del 1 aprile a Zevio (VR), "la certificazione AgriBioDinamica è un controllo di qualità del prodotto. Nel contempo AgriBioDinamica rappresenta un'azione di aiuto e di sostegno alle aziende che decidono di produrre all'insegna dell'alta qualità nel rispetto dell'ambiente e delle forze vitali della Terra e del Cielo, e intendono offrire al consumatore un prodotto speciale, curato in tutte le fasi di produzione, trasformazione e commercializzazione".

E ancora in merito alla situazione generale dell'agricoltura italiana: "In tutti i campi produttivi l'uomo ha fatto progressi da gigante, le scienze e le tecnologie hanno portato a miglioramenti nella qualità dei prodotti, dei servizi e della sicurezza sul lavoro.
Nell'agricoltura invece è successo l'esatto opposto: dalla rivoluzione verde del secondo dopoguerra ad oggi che cosa è successo?
La diffusione di varietà ad alta efficienza produttiva e di scarso valore qualitativo, l'impoverimento del patrimonio colturale mondiale, la messa a punto di processi di trasformazione con la massiccia sostituzione delle materie prime vegetali con additivi chimici e ancora l'invasione sul mercato agricolo di diserbanti, fungicidi e insetticidi che hanno contaminato l'ambiente ed hanno reso il lavoro dell'agricoltore rischioso e dannoso per la salute a causa di intossicazioni acute e croniche. A fronte di tutto ciò il prodotto agricolo viene pagato sempre meno all'agricoltore al punto che si preferisce lasciare la frutta a marcire sugli alberi piuttosto che registrare disastrose perdite per i costi della raccolta che non vengono nemmeno pareggiati dai risibili prezzi di mercato. Eppure ogni famiglia spende ogni anno di più per mangiare, non parliamo poi di mangiare bene. Il pane per esempio: negli ultimi venti anni il costo di un chilo di pane è aumentato del 400% e ben di più. Eppure negli anni '80 un quintale di grano veniva pagato oltre 37.000£ contro i 13-14 € di oggi.
Se da un lato possiamo chiederci dove va a finire tutta questa differenza e se possiamo lamentarci dei continui rincari, dobbiamo anche riconoscere che il prezzo pagato per certi prodotti come il grano e la farina sono del tutto inadeguati rispetto ai costi di produzione che nel giro di vent'anni sono tutt'altro che diminuiti. Il grano è la base dell'alimentazione dell'uomo, il pane è un alimento nobile, ricco di proprietà vitali che vanno ben aldilà dei suoi contenuti in sostanze chimiche. Per aumentare i margini di profitto si sono progressivamente aumentati i prezzi di vendita al consumatore e ridotto progressivamente la qualità delle materie prime. E noi ogni giorno paghiamo sempre di più per acquistare sempre di meno. Un marchio di qualità che garantisca il rispetto delle caratteristiche vitali dei prodotti e che controlli la filiera fino al consumatore è lo strumento per riequilibrare questo inammissibile divario".  

Agri.Bio.Dinamica adotta le norme relative all'agricoltura biologica del Reg. CE 2092/91 e successive modifiche, ma ancor prima fonda i propri principi costituenti sulla scienza dello spirito di Rudolf Steiner che per primo delineò i principi dell'agricoltura biodinamica. I prodotti AgriBioDinamica costituiscono la simbiosi tra il processo produttivo e l'impulso spirituale: il lavoro dell'uomo non più finalizzato alla mera produzione di merci ma alla creazione di beni e servizi portatori di forze rigeneratrici e vivificanti per quanti li producono, impiegano e ne usufruiscono. Il costo della certificazione Agribiodinamica non sarà mai un ostacolo per l'agricoltore in quanto stiamo mettendo a punto un sistema che possa sostenere tali spese senza gravare sulle spalle delle aziende.   In risposta ad alcune tra le principali critiche mosse ai sistemi di certificazione e di qualità in agricoltura, AgriBioDinamica si connota in maniera completamente nuova:


  • non è l'ennesimo "pezzo di carta" frutto di ulteriore burocrazia ma un disciplinare estremamente attento agli aspetti produttivi pratici. Un sistema di controllo basato sulla valutazione diretta in campo e in stalla, sulla verifica delle competenze professionali del produttore e sulla qualità vitale dei prodotti finali.
  • Non l'ennesimo salasso per l'azienda agricola per ottenere un certificato in più, ma un contributo minimo che serve a sostenere i costi per garantire la serietà di chi fa agricoltura biodinamica e le spese per la sua promozione presso le famiglie e le persone che acquistano e impiegano questi prodotti.

  • Non un sistema rigido e standardizzato che appiattisce e uniforma prodotti e produttori, ma un protocollo agile e articolato che garantisce il rispetto delle norme prestabilite e che premia ed esalta al contempo le caratteristiche di eccellenza quando queste si manifestano nel connubio agricoltore, artigiano, artista.

  • Non un'organizzazione formale e distante ma un gruppo di persone concrete che agiscono nella massima trasparenza, a partire da un disciplinare sempre consultabile e la possibilità di ottenere informazioni e aggiornamenti diretti e immediati su tutte le attività della commissione di certificazione.

    Alcuni aspetti del disciplinare:

    • Le aziende agricole devono garantire la preservazione della fertilità del suolo attraverso il mantenimento e l'incremento della sostanza organica. Attraverso un'approfondita indagine diretta il suolo agrario verrà periodicamente monitorato attraverso una Scala di Vitalità del Suolo per valutare le caratteristiche e le variazioni nel corso del tempo dell'humus nel terreno.

    • Tolleranza Zero per gli OGM. Pur riconoscendo le difficoltà sempre maggiori che l'agricoltore riscontra nello sfuggire a contaminazioni accidentali, si ritiene di vitale importanza l'adozione e del rispetto del Principio di Massima Cautela;

    • La cura e tutela dell'ecosistema è considerata di primaria importanza e le aziende sono tenute ad operare per garantire la salvaguardia della biodiversità. Il rispetto di questo requisito avviene tramite un'articolata indagine di campo e l'attribuzione di un Indice di Vitalità Ambientale dell'agroecosistema;

    • Tutti i fertilizzanti approvati dal regolamento potranno essere impiegati esclusivamente se prima compostati nel cumulo biodinamico;

    • La competenza professionale è importantissima. Gli imprenditori aderenti devono garantire l'aggiornamento delle proprie conoscenze attraverso la frequenza come allievi, o l'organizzazione come docenti qualora ne esistano i presupposti, di corsi e seminari riconosciuti dalla Commissione di Certificazione;

    • Gli allevamenti devono rispettare i criteri in materia di benessere animale prescritti da un'apposita Scheda di Valutazione;

    • Gli alimenti AgriBioDinamica dovranno superare positivamente la prova di degustazione con la valutazione di un'apposita Commissione per l'analisi sensoriale;

    • Obbligo di impiego dei preparati biodinamici secondo le dettagliate disposizioni del disciplinare riguardo alla qualità dei preparati stessi e alle modalità di distribuzione.


    La strada per l'ottenimento dei marchi AgriBioDinamica è non soltanto limitativa, nel senso di escludere pratiche che danneggiano l'ambiente e la salute, ma è anche e soprattutto positiva in quanto prescrive l'attuazione obbligatoria di pratiche volte a preservare ed aumentare l'energia vitale e la qualità del prodotto agroalimentare attraverso la cura e la tutela dell'agroecosistema stesso e dei sistemi di trasformazione. Tutti i processi di produzione, commercializzazione e distribuzione connessi ai prodotti AgriBioDinamica devono avvenire nel massimo rispetto dell'ambiente e delle risorse naturali, in un percorso di continua responsabilizzazione dell'uomo nei confronti del pianeta che abita. Responsabilità da parte di chi produce e che con il suo agire influisce sul terreno, sull'acqua e sull'aria, responsabilità da parte di chi acquista e impiega i prodotti verso la propria salute e quella della propria famiglia. Due anelli della stessa catena che non vanno disgiunti, produrre e prendersi cura della salute di chi si nutrirà di quei prodotti, acquistare e riconoscere il vero valore del lavoro e dell'impegno di chi si è messo al servizio delle nostre tavole.


    Agribiodinamica, 4 maggio 2007

     

    Video: Non è vero che tutto va peggio