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AMBIENTE, RISSA FRA SCIENZIATI. "COLPA DI RUSSIA E CINA"

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Bangkok: tutti d'accordo sulla gravità dei gas serra, ma sulle «terapie» il vertice si spacca

ambiente_climaDecidere la terapia, dopo avere convenuto il tipo e la gravità della malattia, sembrava il passo più facile. Invece gli scienziati e i diplomatici del clima, da ieri riuniti nella capitale tailandese per il loro terzo consulto, hanno cominciato a litigare a porte chiuse. Il mese scorso a Bruxelles sembrava pace fatta. Sia gli Stati Uniti, da sempre ostili a ogni impegno vincolante per la riduzione dei gas serra, sia i nuovi inquinatori come Cina e India avevano raggiunto un accordo in cui riconoscevano la gravità del cambiamento climatico provocato dall'uomo e si impegnavano a intervenire con i rimedi più opportuni.

Ieri a Bangkok, nella prima giornata di un vertice che andrà avanti fino a venerdì, le ostilità si sono riaperte sul terreno delle «azioni di mitigazione»: in altri termini quali opzioni energetiche e tecnologiche adottare per ridurre i gas serra. Il dissidio è solo in apparenza tecnico: dietro ci sono le forti pressioni dei grandi Stati inquinatori, forse più spaventati degli oneri economici della trasformazione energetico- industriale, che dei disastri climatici.

«A Parigi, due mesi fa, gli scienziati ci hanno spiegato che l'uomo è il responsabile degli sconvolgimenti del clima - osserva una studentessa che agita uno striscione "Stop Global Warming", mentre gruppi di giovani ambientalisti manifestano davanti alla sede dell'Onu dove si tiene la conferenza -. A Bruxelles, il mese scorso, hanno aggiunto che entro 2030 ci saranno due miliardi di abitanti della Terra in crisi idrica. E allora perché lasciarsi condizionare dai governi ostili al cambiamento del modello di sviluppo?».

Di rimedi possibili, nella bozza del documento preparata dagli oltre duemila scienziati dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change) ce ne sono a decine. Ma anche su questi emergono contrasti. Si va da tecnologie ormai sperimentate, anche se ancora di nicchia, come le energie rinnovabili, a opzioni più sofisticate, come l'ingegneria genetica applicata alla crescita di specie forestali a alto assorbimento di anidride carbonica (CO2), lo stoccaggio geologico della CO2, una nuova generazione di impianti nucleo- elettrici più sicuri e efficienti.

Il tutto finalizzato a ridurre le crescenti emissioni dei vari gas riscaldanti: non solo la onnipresente CO2 di centrali elettriche e automobili, ma anche il metano, il protossido d'azoto e i cfc.
«Fra le varie opzioni, bisogna distinguere il falso e il vero verde» ammoniscono gli ambientalisti. Così, mentre Ralph Sims, uno degli autori del rapporto Ipcc, sogna il rilancio del nucleare che libererà l'atmosfera dalla cappa soffocante di CO2, altri ricordano che ancora non c'è un modo sicuro di conservare le scorie radioattive per migliaia di anni.

Un altro terreno di controversia è lo stoccaggio sottoterra della CO2. «Un'opzione che, dopo alcune sperimentazioni, è risultata sicura e praticabile, tanto da poter essere applicata alle centrali a carbone, notoriamente le più inquinanti, anche in termini di emissioni di CO2» assicura il presidente dell'Istituto nazionale di geofisica Enzo Boschi. Ma alcuni consiglieri del ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio paragonano questo procedimento alla polvere spazzata sotto il tappeto, che prima o poi ritorna in circolazione.


Il Corriere della Sera, 3 maggio 2007