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USA, AL BANDO IL FOIE GRAS CRUDELE |
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Friday 27 April 2007 |
Dai maiali alle aragoste, in arrivo nuove leggi per non far soffrire gli animali
Da oltre duemila anni, dai tempi degli antichi egizi uno solo è il metodo conosciuto per produrre il prelibato "fegato grasso": infilare un tubo in gola alle oche per farle mangiare a ritmo continuo nelle ultime due o tre settimane di vita, così da creare un fegato sovradimensionato.
Ora negli Stati Uniti o si cambia o il piatto scomparirà dalle tavole e dai negozi, come è già successo a Chicago, che ha messo al bando il foie gras la scorsa estate, e come accadrà a San Francisco, Boston, Los Angeles e Philadelphia entro cinque anni.
Le sofferenze degli animali sono prese sempre più sul serio in America, e i movimenti per la difesa dei loro diritti sono in crescita e pesano tanto da essere riusciti ad imporre nuove leggi e la ricerca di metodi meno crudeli per alimentare e macellare non solo le oche ma anche maiali, polli, manzi e vitelli. Si dibattono perfino regole più garantiste sulla vita e la morte (per bollitura) delle aragoste.
La ricerca di strade più umane e naturali è talmente sentito che molte aziende e negozi si stanno adeguando per non perdere clienti. La più grande catena di supermercati biologici, Whole Foods, ha deciso di non vendere più aragoste vive e ha creato una "lobster task force" per decidere come comportarsi in futuro. Il colosso del fast food Burger King ha appena annunciato che comincerà a comprare uova e polli solo da produttori che non tengono gli animali nelle gabbiette e che li stordiscono con i gas prima di macellarli. Lo stesso per i maiali, che verranno acquistati solo da chi li alleva in libertà. Due decisioni prese dal comitato per il benessere degli animali nato sei anni fa con il nome "animal welfare".
Sempre più allevatori studiano metodi "pre-industriali" per crescere le mandrie e trasformarle in bistecche. La preoccupazione sembra però focalizzata più sulle sofferenze degli animali che sui danni che i metodi di allevamento americani possono portare ai consumatori. Dalla carne piena di ormoni e vitamine fino agli esperimenti di clonazione del bestiame. Certo a protestare è per ora una minoranza, ma che pesa nell´opinione pubblica ed è capace di influenzare legislatori e organi di informazione.
Sono in corso battaglie anche molto aspre. L´industria dell´aragosta sottolinea come siano pescate senza violenza e nega che possano provare dolore o paura quando vengono immerse vive nell´acqua bollente, per assenza di corteccia cerebrale. Gli animalisti, lo racconta magistralmente lo scrittore David Foster Wallace nel suo Considera l´aragosta, descrivono invece i trenta secondi in cui il crostaceo si dibatte nella pentola con l´acqua a cento gradi e sottolineano come si tratti dell´ultimo animale vivo ad essere venduto in un negozio in Occidente. Dibattiti che hanno già sfiorato la Corte suprema, e che stanno creando nuove leggi non solo negli Usa ma anche in Australia e Nuova Zelanda.
In Canada nel 2003 per un soffio non è passata una legge che avrebbe reso un "atto criminale" bollire l´aragosta viva. Così si sperimentano nuove tecnologie, dalla scarica elettrica per eliminare il sistema nervoso prima della cottura, fino alla gigantesca macchina militare che, con una pressione cinque volte superiore a quella dell´acqua nelle profondità oceaniche, uccide istantaneamente le aragoste e separa la carne dal guscio. Metodi costosi, che alzeranno i prezzi di uova, crostacei e bistecche, ma che secondo gli attivisti delle maggiori associazioni per i diritti degli animali, dalla Peta a Human Society, saranno accettati in un ottica di maggior responsabilità sociale da parte dei consumatori.
I più preoccupati sono però gli allevatori di oche e anatre, la loro scommessa ora è quella di riuscire a produrre foie gras "senza crudeltà", prima che le nuove leggi cancellino il loro mercato. C´è chi già vende "fegati ingrassati naturalmente", in cui gli animali si abboffano da soli, ma il risultato a sentire chef, intenditori e l´Istituto nazionale francese di agronomia non è paragonabile, allora si provano tubi di gomma elastica al posto di quelli tradizionali d´acciaio. I produttori sperano, e forse si illudono, che questo metodo possa essere considerato meno crudele e soddisfare le richieste della legge, e sottolineano che gli esofagi sono elastici e abituati dalla natura ad espandersi per riempirsi prima delle migrazioni.
Tom Brock, un allevatore californiano che somiglia al vecchio Hemingway, sostiene che nessuna delle sue 642 oche è morta o ha sofferto da quando usa la macchina con i cannelli di gomma soffice inventati da un agricoltore ungherese e spera di soddisfare le richieste del suo gevernatore Arnold Schwarzenegger. Ma riuscire a produrre fegato grasso «senza forzare l´alimentazione degli uccelli» sembra impossibile. La battaglia è culturale e, in nome del politicamente corretto applicato agli animali, cancellerà una piccola produzione di nicchia. La grande macchina degli hamburger per ora continua a lavorare tranquilla, forte del fatto che se ne mangiano cinque miliardi ogni anno.
La Repubblica, 27 aprile 2007
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