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SANA E IL FUTURO DEL BIO: ALLA RICERCA DELLA DIREZIONE GIUSTA

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Si tratta di un momento decisivo per il settore del biologico: siamo tutti in attesa infatti, che venga approvato il nuovo regolamento europeo e parallelamente ci si aspetta che i segnali estremamente confortanti che arrivano dal nostro paese si trasformino presto in realtà.

Il nuovo disegno di legge sul biologico è stato appena approvato dal Consiglio dei ministri e le prospettive per il futuro sembrano farsi più rosee. Attualmente una Legge Quadro che permetta di riorganizzare tutto il settore, tappando le falle esistenti, aspetta solo l'assenso del Parlamento, e le rassicurazioni del ministro De Castro in questo senso fanno ben sperare. Cosa ci aspetta? Un logo nazionale, nuovi spazi per il bio in mense, ospedali e università, controlli e sanzioni più severe per i truffatori e un nuovo schema di distretti biologici: sono questi i punti fondamentali di una normativa che si spera possa trovare giovamento e qualche miglioria nel passaggio a Montecitorio.

sana_sana"L'approvazione del nuovo disegno di legge sul biologico è sicuramente una buona notizia" dice Marisa Corso, direttore Divisione Commerciale BolognaFiere "da cui tutto il settore può aspettarsi di trarre giovamento. Compattezza, credibilità e ricerca di nuovi spazi di mercato: sono questi gli aspetti su cui il biologico deve puntare". Gli stessi aspetti su cui proprio Bolognafiere, che a partire da quest'anno sarà il nuovo organizzatore del Sana , il salone internazionale del naturale, intende puntare per rilanciare le sorti di questa fiera, che ormai da qualche anno sembrava aver segnato il passo. E parlando di credibilità sono due le decisioni della nuova organizzazione che mi hanno convinto del fatto che, forse qualcosa, in casa Sana, sta cambiando veramente. Innanzitutto la decisione di puntare solo ed esclusivamente sui prodotti di qualità, restituendo senso e valore alle certifcazioni. Biologico, DOP, STG, IGP, EMAS: sono queste le garanzie dell'origine territoriale, della sicurezza alimentare, della qualità e della sostenibilità. Garanzie che, a dir la verità, negli ultimi anni erano venute un po' meno.

L'altro aspetto che mi ha fatto ricredere su Sana è stata invece la decisione di assicurare la sostenibilità di tutta la filiera attraverso un accordo con AzzeroCo2 , la società creata da Legambiente, Kyoto Club e l'Istituto di Ricerche Ambiente Italia, per compensare le emissioni di anidride carbonica prodotte dalla manifestazione, grazie a un progetto di riforestazione sul Delta del Po. Un passaggio fondamentale se ci si vuole presentare come punto di riferimento del vivere naturale. L'agricoltura biologica infatti, non può essere solo un vezzo salutista, ma deve rientrare nell'ambito di una serie di pratiche e di stili di vita necessari per la salvaguardia del pianeta. E come il biologico ha bisogno di un Sana in gran forma, allo stesso modo Sana ha bisogno di un bio più forte, più compatto e rinvigorito, che si mostri in tutto il suo splendore in occasione della fiera settembrina.

Negli ultimi anni, secondo molti osservatori di settore, il Sana era diventato un grande mercato di paese, in cui la necessità di serrare le fila era emersa da più parti. Da questo punto vista una nuova organizzazione potrebbe dare quello slancio importante, fatto anche dell'entusiasmo che in genere caratterizza i cambi al vertice, che da anni tutto il settore reclama. Una nuova collocazione chiara e concreta, seguendo i buoni esempi di Fà la cosa giusta e di Terra futura , è tutto quello che attualmente serve a Sana.

Personalmente mi aspetto per il bio, una conferma da questi ultimi e decisivi passaggi legislativi. Una nuova normativa infatti, è ciò che serve al biologico per riorganizzarsi e per compiere finalmente quel balzo in avanti che ormai da tempo tutti si aspettano e che la stasi riscontrata negli ultimi anni ha sempre disatteso. In questo contesto anche un Sana rinato può giocare una parte importante, diventando trampolino e al tempo stesso oggetto di lancio da parte del bio stesso. Che sia l'una o l'altra cosa, spero veramente, stavolta, di non rimanere deluso.