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DALLE COSTRUZIONI DI LEGNO AGLI AEROPLANI A ENERGIA SOLARE: ECCO I GIOCATTOLI "ETICI"

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Presentati a "Fà la Cosa Giusta" un videogioco scaricabile gratuitamente da internet in cui bisogna salvare il pianeta con scelte eco-compatibili e mattoncini a base di amido di mais

videogiocoA vederli giocare tra costruzioni di legno e aeroplani a energia solare viene in mente un solo futuro. Verde e felice. Come i visi dei bambini dipinti con i colori delle farfalle. Anche quest'anno Fa' la cosa giusta punta sui più piccoli, che oggi sono in grado di condizionare mamma e papà e domani diventeranno acquirenti o produttori responsabili. Ma per fare scelte consapevoli da grandi bisogna incominciare dal principio. E i giochi tra gli stand non sono mancati: dal teatro ai clown, dai girasoli parlanti alle torri.

Rompicapi e creatività. Basta un'abbondante dose di tavolette, uno spazio aperto dove buttarsi e il gioco è fatto. L'attrazione delle costruzioni continua a mietere vittime e non teme il confronto con i videogiochi di ultima generazione. A disporre una piccola area dove lasciar sfogare la creatività ha provveduto Massimo Chiodi, creatore del Laboratorio Machicò di Bergamo. Ama definirsi artista on the road e in Italia commercializza Kapla, tavolette di legno di pino marittimo, trattato biologicamente e perfettamente squadrate. Torri sempre più alte, edifici e qualche pavimento a disegni geometrici le forme realizzate ma il vero risultato è far giocare insieme grandi e piccoli senza bisogno di dover spiegare il gioco stesso. Ad aver bisogno di aiuto sono invece i temerari che si fanno legare con i fili colorati. Insieme ai giochi di logica fatti di legno, corda e alluminio, pensati e costruiti da Massimo, tranne qualche pezzo originale del '500 come una serratura, sono l'occasione per far vivere un momento di gioco a persone di ogni età. "La molla che li avvicina è la curiosità - spiega Massimo - quando però si rimane coinvolti in un gioco aperto come questo, la voglia di giocare e riflettere prende il sopravvento".

Dal videogioco al burattino. Anche la tecnologia aiuta a formare una coscienza eco compatibile. A trasportare i bambini nel mondo virtuale ci ha pensato il gruppo La Duecentoventi, azienda che fornisce elettricità alle imprese e, dal 2007, ai privati. In collaborazione con Studio Base 2 di Crema ha prodotto un videogioco, intitolato Noa e la gola di Ulduvai, scaricabile gratuitamente da internet, dove i giocatori dovranno salvare il pianeta con scelte eticamente corrette. Ad avvicinare i bambini in Fiera è Noa stessa che saluta i passanti frettolosi dallo schermo. Solo i più piccoli si lasciano attrarre dalla magia di parlare con un una marionetta virtuale. Perché il trucco c'è. Nascosta dal video Linda Di Giacomo, burattinaia di professione, muove Noa con un guanto e produce effetti speciali con la tastiera di un computer. Quest'ultimo "è un mezzo conosciuto e familiare per loro - racconta Linda - mentre a volte si spaventano alla vista dei burattini tradizionali". L'abilità dei bambini viene così sfruttata per trovare soluzioni alternative ai problemi energetici che il mondo reale deve affrontare di ogni giorno.

Mattoncini di mais. Alle mamme terrorizzate dai giocattoli allergici, tossici o composti da parti così piccole da poter essere ingerite non sembra vero. Happymais può allontanare tutte le paure legate ai giochi. Basta solo che i bambini prendano in mano i mattoncini a base di amido di mais, colorati e biodegradbili, perché la creatività prenda il sopravvento. Composto dello stesso materiale che si usa per realizzare il Mater-Bi, si scioglie completamente a contatto con l'acqua. Inventato in Italia e commercializzato dall'azienda Ecotoys di Como, Happymais nasce come prodotto da imballaggio. Oggi è un giocattolo etico. Oltre a essere innocuo per chi ci gioca e facilmente trasformabile, con l'acquisto di una scatola di pezzetti colorati, Ecotoys fa una donazione all'associazione Fondo per la Terra per proteggere vaste zone di foresta per sempre. "Vogliamo dimostrare che si può essere un'azienda profit avendo come valore principale l'etica responsabile - dichiara Roberto Fusaro, uno dei tre soci - perché la gente è pronta ad accogliere i principi dei prodotti equo solidali e le aziende devono solo essere trasparenti".


Redattore Sociale, 16 aprile 2007

 

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