Greenplanet.net - organic food & natural lifestyle

Thursday
Dec 04th
Home

LA BIOAGRICOLTURA IN ITALIA

E-mail Stampa PDF

Aumento costante per le coltivazioni senza additivi chimici

ortaggi_bioIl settore dell'agricoltura e dell'allevamento biologico è in costante aumento. In Italia, le aziende che praticano l'agricoltura o la zootecnia biologica, sono più di cinquantamila, su oltre un milione di ettari, per un valore di mercato simato attorno ai duemila milairdi di vecchie lire. Interessante notare che al sud d'Italia si concentra circa il 70% delle aziende che producono e trasformano prodotti biologici, ma è al nord che si vendono e si consumano maggiormente i prodotti biologici.

Nel comparto zootecnico, invece, il numero più alto di allevatori si concentra nel Trentino Alto-Adige, e comunque il 60% degli allevamenti è localizzato nel settentrione (in particolare nel nord est). Nel contesto europeo e mondiale l'Italia, grazie in particoalre al clima temperato, alla ricchezza e diversità dei suoi ecosistemi, alla tipicità e alla varietà dei suoi prodotti, grazie, inoltre, alle sue grandi tradizioni agro alimentari e gastronomiche, si configura come un paese ideale, perfettamente vocato, per le produzioni biologiche, tutte di alta qualità, ben collegabili all'offerta turistica e culturale, nonchè alle tipicità di tutte le nostre regioni.

E' in crescita costante anche l'elenco di ristoranti e mense che offrono ai loro clienti pasti realizzati con materie prime biologiche (nelle mense scolastiche sono oltre centomila i consumatori, dalle materne alle scuole medie). In più, a dimostrazione della grande vitalità del biologico italiano, esportiamo all'estero (Europa, Stati Uniti e Giappone) oltre un terzo della produzione biologica nostrana, soprattutto frutta ed ortaggi, cereali, legumi, pasta, riso, olio extravergine di oliva, vino, formaggi, latte e latticini, salse e condimenti, frutta secca e miele. In un certo senso, l'agricoltura biologica recupera, in ottica moderna, i valori dell'agricoltura tradizionale.


La Nuova Venezia, 16 aprile 2007