Lavoratori sfruttati e sottopagati? La Cina, contro cui l'Occidente punta abitualmente il dito per denunciare questa piaga, stavolta rovescia le parti. Le autorita' del Lavoro della provincia meridionale del Guangdong hanno accusato, dopo una serie di ispezioni, le catene straniere di fast food McDonald's, KFC e Pizza Hut di tenere personale "al nero", di sottopagare i lavoratori a part-time e di costringere i dipendenti ad un regime di superlavoro.
Le irregolarita' tuttavia sembrano favorite dalla stessa legislazione cinese, che varo' una norma sul lavoro giovanile nel 1994 in cui si stabili' una deroga alle generali garanzie occupazionali per gli studenti impiegati a part-time, moltissimi dei quali oggi prestano la propria opera ai banchi delle catene di ristorazione accusate.
Le autorita' cantonesi hanno inoltre pesantemente criticato i tre giganti del fast food perche' pagano i dipendenti soltanto 52 centesimi di dollaro all'ora (4 yuan), cioe' il 40% in meno del livello salariale minimo stabilito dalla legislazione provinciale e che e' pari a 97 centesimi (7,5 yuan).
Agi, 12 aprile 2007



