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POLLI INFETTI, ALLARME IN ITALIA PDF Stampa E-mail
Thursday 05 April 2007

Salmonella in un allevamento su tre

polloArriva quasi come una beffa sotto Pasqua - quando si prevede un consumo di 380 milioni di uova  - l'allarme salmonella per i polli allevati in Europa. Secondo una ricerca dell'Agenzia per la sicurezza alimentare Efsa, il bacillo della malattia sarebbe presente in quasi un terzo degli allevamenti italiani (28,3%) e in un quarto di quelli europei (23,7%). Ma gli esperti minimizzano: basta cuocere bene carne e uova.   L'Efsa ha effettuato un'indagine su 7.440 grandi allevamenti europei. La salmonella - il batterio capace di provocare l'infezione intestinale sia negli uomini che negli animali - è presente in almeno il 23,7% degli allevamentieuropei di polli. Le situazioni più preoccupanti si registrano in Ungheria con il 68% degli allevamenti contaminati, segue la Polonia con il 58%, il Portogallo con il 43%, la Spagna con il 41%. L'Italia risulta avere una percentuale del 28%, leggermente superiore alla media.

Ma i rischi per la salute dell'uomo sarebbero limitati secondo quando ha percisato all'Ansa Paola Testori Coggi, direttore alla direzione generale della sanità alla Commissione europea. La carne di pollo in cui è presente il batterio della salmonella, infatti, ''non costituisce un rischio per il consumatore in quanto con la cottura il batterio viene eliminato. L'unico rischio e' quando si manipola la carne di pollo senza rispettare le regole basilari di igiene''. "La salmonella - ha precisato Paola Testori Coggi - è invece un pericolo per le uova mangiate crude o per le salse a base di uova crude".

Al riguardo, dallo studio dell'Efsa, che interessa il periodo 2005-2006, emerge che in Italia si stima la presenza dei due tipi di salmonella che presentano maggiori rischi tra l'1,8% e il 2,8% degli allevamenti di pollame, dati che si situano nella fascia bassa della statistica europea. Pronta la risposta di produttori e associazioni. ''L'intera filiera produttiva è perfettamente trasparente e controllata'', ha affermato il presidente di Avitalia, Gaetano De Lauretis, per il quale non ci sono dubbi: "I prodotti italiani sono controllati e sicuri, poichè tutte le fasi di produzione sono sottoposte non solo a sistemi di autocontrollo, ma anche a continue verifiche da parte dei veterinari delle Asl, dei Nas e del Nucleo Repressione Frodi''. 

Certo è che lo studio commissionato dall'Unione Europea rischia di creare un "effetto aviaria", determinando preoccupazione nei consumatori con il conseguente calo delle vendite nella carne di pollo e uova, un comparto particolarmente significativo nel nostro Paese. Il tutto proprio sotto Pasqua, quando il consumo di uova ha un picco, per tradizione.


Tgcom, 5 aprile 2007
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