Dopo tanta paura arriva il sereno. Il Parlamento si pronuncia contro la soglia di tolleranza dello 0,9% per gli ogm nel biologico. I pareri di Mario Capanna e Luca Colombo, del Consiglio dei diritti genetici.
In vita mia non sono mai stato così
felice di sbagliarmi come in questo caso. Mi spiego meglio. Nel Bollettino
Bio di due edizioni fa, avevo espresso tutta la mia
soddisfazione per il voto della Commissione agricoltura italiana a
sostegno della tolleranza zero per gli ogm nell'agricoltura
biologica. Allo stesso tempo però, avevo messo sul piatto
tutte le mie paure per l'imminente voto del parlamento europeo sulla
stessa questione. Le premesse infatti, mi avevano portato a pensare -
e non credo di essere stato il solo - che, nonostante la compattezza
italiana su questo tema, le diverse posizioni di una larga parte
della sinistra nordeuropea avrebbero condizionato negativamente
questo voto. Sono
stato smentito. Bene.
Ma mi chiedo anche: quanto erano
fondate queste paure?
" Erano estremamente fondate" mi ha detto
Mario Capanna, presidente del Consiglio dei diritti genetici, che ho
raggiunto telefonicamente "tant'è che due giorni prima del
voto mi sono recato personalmente a Bruxelles per incontrare Daniel
Cohn-Bendit, copresidente del gruppo Verdi-ALE
presso il parlamento europeo. Il gruppo dei Verdi infatti, era
spaccato su questo argomento, con i Verdi tedeschi che erano
sostanzialmente favorevoli alla soglia dello 0,9%, proposta dalla
Commissione europea. Abbiamo fatto una lunga discussione che, visti
gli esiti del voto, credo abbia prodotto un buon risultato. Non
bisogna dimenticare infatti, che la spaccatura interna ai Verdi
veniva usata dal blocco di centro-destra per dimostrare
l'attendibilità dello 0,9%".
E il fatto che una parte del centrosinistra (e anche una parte dei produttori e dei distributori nordeuropei) fosse favorevole a uno soglia dello 0,9% per gli ogm negli alimenti biologici, aveva lasciato perplesso più di un osservatore, me compreso. Qual'era infatti, il motivo di una presa di posizione del genere? "Si trattava sostanzialmente di un abbaglio" aggiunge Capanna "perché ritenevano che fissare lo 0,9% fosse 'trascurabile' per i cibi biologici. Mentre ad una riflessione più attenta era chiaro che con l'introduzione di una soglia del genere avremmo avuto una contraddizione i termini, ovvero un'agricoltura biologica transgenica".
Naturalmente ora, di fronte al sollievo
provocato da una notizia del genere, non c'è spazio per le
polemiche, tuttavia va detto che prima del voto c'era anche chi si
opponeva alla soglia dello 0,1%.
Ma ci dobbiamo veramente preoccupare
di questo limite tecnico?
Secondo Luca Colombo, esperto di ogm per il
Consiglio dei diritti genetici "si è individuato nello 0,1%
un valore indicativo che a volte viene associato alla sensibilità
strumentale, anche se ormai le dotazioni tecniche a disposizione dei
laboratori hanno una sensibilità anche inferiore allo 0,1%. Si
tratta in realtà di un compromesso tecnico-politico che
identifica il limite di rilevabilità, e che dovrebbe mettere
al riparo da 'rumori di fondo' che si possono registrare nelle
analisi degli ogm. A volte infatti, possono esserci delle polveri
che fanno scattare la positività. Con lo 0,1% in molti hanno
inteso la possibilità di ovviare alla cosiddetta falsa
positività".
Lo studioso non si sbilancia e dice di non
essersi appassionato né alla corrente di pensiero dello zero
assoluto né a quella dello 0,1%, ma le sue parole rasserenano,
e sembrano voler sottintendere un rassicurante "possiamo stare
tranquilli". Anche se ci tiene a ricordare che il dibattito su
questo tema delicatissimo, a livello scientifico, è ancora
aperto.
Sicuramente poi, oltre all'aspetto
tecnico, c'è da tenere in considerazione un altro
importantissimo elemento fuoriuscito dal voto del Parlamento europeo,
forse il più importante, e cioè la decisione del
Parlamento stesso di rimandare in Commissione Agricoltura il testo
della proposta, rivendicando il proprio ruolo di co-decisione nella
faccenda. "E questo complica i meccanismi per molto tempo"
aggiunge Capanna "si tratta di un pronunciamento pesante da parte
del Parlamento e ci sono forti possibilità che l'iniziativa
dei sostenitori dello 0,9% si areni di fronte a questo voto. Anche
perché comunque vada il Parlamento si è riservato il
diritto di porre il proprio veto". Ed è significativo il
fatto che sia proprio il Parlamento, sostanzialmente l'organo che più
rappresenta la voce dei cittadini europei, in quanto elettivo, abbia
fatto valere una posizione del genere. Posizione che sicuramente è
stata in qualche modo favorita dalla mobilitazione popolare e di
settore, e che rappresenta una vittoria per il biologico tutto. Anzi
per l'esattezza - e un po' anche per scaramanzia -, la potremmo
definire un primo passo verso la vittoria, in attesa del
pronunciamento finale.
E chissà che non sia proprio questo un
buon viatico per il futuro e la compattezza del settore.



