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OGM NEL BIO? NO, UN PRIMO PASSO VERSO LA VITTORIA PDF Stampa E-mail
Scritto da Emiliano Angelelli   
Sunday 01 April 2007

Dopo tanta paura arriva il sereno. Il Parlamento si pronuncia contro la soglia di tolleranza dello 0,9% per gli ogm nel biologico. I pareri di Mario Capanna e Luca Colombo, del Consiglio dei diritti genetici.

 

maiz-transgenico.jpgIn vita mia non sono mai stato così felice di sbagliarmi come in questo caso. Mi spiego meglio. Nel Bollettino Bio di due edizioni fa, avevo espresso tutta la mia soddisfazione per il voto della Commissione agricoltura italiana a sostegno della tolleranza zero per gli ogm nell'agricoltura biologica. Allo stesso tempo però, avevo messo sul piatto tutte le mie paure per l'imminente voto del parlamento europeo sulla stessa questione. Le premesse infatti, mi avevano portato a pensare - e non credo di essere stato il solo - che, nonostante la compattezza italiana su questo tema, le diverse posizioni di una larga parte della sinistra nordeuropea avrebbero condizionato negativamente questo voto. Sono stato smentito. Bene.

Ma mi chiedo anche: quanto erano fondate queste paure?
" Erano estremamente fondate" mi ha detto Mario Capanna, presidente del Consiglio dei diritti genetici, che ho raggiunto telefonicamente "tant'è che due giorni prima del voto mi sono recato personalmente a Bruxelles per incontrare Daniel Cohn-Bendit, copresidente del gruppo Verdi-ALE presso il parlamento europeo. Il gruppo dei Verdi infatti, era spaccato su questo argomento, con i Verdi tedeschi che erano sostanzialmente favorevoli alla soglia dello 0,9%, proposta dalla Commissione europea. Abbiamo fatto una lunga discussione che, visti gli esiti del voto, credo abbia prodotto un buon risultato. Non bisogna dimenticare infatti, che la spaccatura interna ai Verdi veniva usata dal blocco di centro-destra per dimostrare l'attendibilità dello 0,9%".

E il fatto che una parte del centrosinistra (e anche una parte dei produttori e dei distributori nordeuropei) fosse favorevole a uno soglia dello 0,9% per gli ogm negli alimenti biologici, aveva lasciato perplesso più di un osservatore, me compreso. Qual'era infatti, il motivo di una presa di posizione del genere? "Si trattava sostanzialmente di un abbaglio" aggiunge Capanna "perché ritenevano che fissare lo 0,9% fosse 'trascurabile' per i cibi biologici. Mentre ad una riflessione più attenta era chiaro che con l'introduzione di una soglia del genere avremmo avuto una contraddizione i termini, ovvero un'agricoltura biologica transgenica".

Vittoria sugli ogmNaturalmente ora, di fronte al sollievo provocato da una notizia del genere, non c'è spazio per le polemiche, tuttavia va detto che prima del voto c'era anche chi si opponeva alla soglia dello 0,1%.
Ma ci dobbiamo veramente preoccupare di questo limite tecnico?
Secondo Luca Colombo, esperto di ogm per il Consiglio dei diritti genetici "si è individuato nello 0,1% un valore indicativo che a volte viene associato alla sensibilità strumentale, anche se ormai le dotazioni tecniche a disposizione dei laboratori hanno una sensibilità anche inferiore allo 0,1%. Si tratta in realtà di un compromesso tecnico-politico che identifica il limite di rilevabilità, e che dovrebbe mettere al riparo da 'rumori di fondo' che si possono registrare nelle analisi degli ogm. A volte infatti, possono esserci delle polveri che fanno scattare la positività. Con lo 0,1% in molti hanno inteso la possibilità di ovviare alla cosiddetta falsa positività".
Lo studioso non si sbilancia e dice di non essersi appassionato né alla corrente di pensiero dello zero assoluto né a quella dello 0,1%, ma le sue parole rasserenano, e sembrano voler sottintendere un rassicurante "possiamo stare tranquilli". Anche se ci tiene a ricordare che il dibattito su questo tema delicatissimo, a livello scientifico, è ancora aperto.

Sicuramente poi, oltre all'aspetto tecnico, c'è da tenere in considerazione un altro importantissimo elemento fuoriuscito dal voto del Parlamento europeo, forse il più importante, e cioè la decisione del Parlamento stesso di rimandare in Commissione Agricoltura il testo della proposta, rivendicando il proprio ruolo di co-decisione nella faccenda. "E questo complica i meccanismi per molto tempo" aggiunge Capanna "si tratta di un pronunciamento pesante da parte del Parlamento e ci sono forti possibilità che l'iniziativa dei sostenitori dello 0,9% si areni di fronte a questo voto. Anche perché comunque vada il Parlamento si è riservato il diritto di porre il proprio veto". Ed è significativo il fatto che sia proprio il Parlamento, sostanzialmente l'organo che più rappresenta la voce dei cittadini europei, in quanto elettivo, abbia fatto valere una posizione del genere. Posizione che sicuramente è stata in qualche modo favorita dalla mobilitazione popolare e di settore, e che rappresenta una vittoria per il biologico tutto. Anzi per l'esattezza - e un po' anche per scaramanzia -, la potremmo definire un primo passo verso la vittoria, in attesa del pronunciamento finale.
E chissà che non sia proprio questo un buon viatico per il futuro e la compattezza del settore.

 

Commenti (3)Add Comment
Chi si preoccupa dei soggetti allergici?
scritto da Giovanni Maria Malatesta , 18 April, 2007
Sappiamo tutti che nei cibi OGM vengono introdotti geni estranei alla specie non OGM da cui derivano, per cui possono indurre reazioni allergiche in soggetti normalmente non sensibili al corrispondente alimento non transgenico. A volte sono sufficienti dosi molto piccole di un certo alimento per scatenare reazioni anche gravi. Se i limiti di rilevabilità strumentale sono solo dello 0,1%, significa che la strumentazione usata non è molto sensibile (solo 1 parte per mille, mica una parte per milione!), mentre la sensibilità del nostro organismo è infinitamente più sensibile! Certo penso che lo 0,1% sia meglio dello 0,9%, che avrebbe significato una catastrofe per il biologico, ma non la reputo affatto una vittoria, se mai un contenimento del danno: se ci si voleva salvaguardare davvero dai cosiddetti falsi positivi, bisognava fare un riferimento esplicito ai limiti di rilevabilità della strumentazione disponibile, che, come sappiamo, si evolve nel tempo. Così, invece, è stato introdotto un principio, che è quello della soglia di tolleranza, che non solo sarà difficile da rimuovere, ma può diventare un cavallo di Troia per ulteriori interventi demolitori.
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sono d'accordo con te
scritto da Emiliano Angelelli , 15 June, 2007
ciao Giovanni, sono d'accordo con te, come puoi notare all'interno dell'articolo non ci sono riferimenti alla vittoria (l'immagine non è stata inserita da me e ho provveduto immediatamente a modificarla). Quello che dici sulla rilevabilità strumentale è vero ed è lo stesso dubbio che avevo io. Ma se leggi sopra Colombo dice: "si è individuato nello 0,1% un valore indicativo che a volte viene associato alla sensibilità strumentale, anche se ormai le dotazioni tecniche a disposizione dei laboratori hanno una sensibilità anche inferiore allo 0,1%. Si tratta in realtà di un compromesso tecnico-politico che identifica il limite di rilevabilità". Anche se, ahimé, concordo, si poteva trovare una soluzione meno politica... E' evidente che quello che ho definito un sollievo nasceva dal pericolo 0,9%, che come hai detto tu sarebbe stata una catastrofe. Ciò che dici riguardo al cavallo di Troia è un rischio assai concreto. L'unica possibilità in questo senso è rappresentata dall'identificazione di norme più rigide da parte dei singoli paesi europei, anche se sinceramente questo può non bastare perché all'interno dei prodotti spesso ci sono ingredienti provenienti da altri paesi. E il controllo degli alimenti provenienti da paesi con una regolamentazione diversa sarebbe un ulteriore problema. Ora come ora, forse correggerei il titolo, ma ritengo che l'articolo affronti con equilibrio i vari punti in questione. Un caro saluto, Emiliano Angelelli
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ancora
scritto da Emiliano Angelelli , 15 June, 2007
probabilmente hai ragione, forse rileggendolo ora cambiarei il titolo dell'articolo, non l'articolo in sé però, che mi sembra abbastanza equilibrato

ciao
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