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PARMALAT VUOLE CRESCERE PDF Stampa E-mail
Friday 23 March 2007

Enrico Bondi annuncia possibili acquisizioni


enrico_bondi_parmalatLa nuova Parmalat di Enrico Bondi esce definitivamente dall'emergenza rompendo l'ultimo «tabù»: la società è infatti ora pronta ad acquisizioni facendo ricorso, seppur prudentemente, anche alla finanza esterna grazie all'azzeramento del debito previsto per il 2007. Un annuncio premiato dalla Borsa dove il titolo è salito del 2,21% a 3,19 euro. La forsennata crescita esterna era stata una delle cause principali della rovina della Parmalat di Calisto Tanzi che, per anni, aveva truccato i conti chiedendo fino all'ultimo al mercato liquidità per finanziare nuovi acquisti.

Dopo il crac e le inchieste penali era venuta l'Amministrazione straordinaria e l'avvio di una dura battaglia legale tuttora in corso con 69 azioni contro banche e società di revisione in Italia per 6,9 miliardi di euro e 3 negli Stati Uniti contro Bank of America, Citigroup e Grant Thorton che ha portato nei mesi scorsi alle prime positive transazioni. La società ha chiuso così il 2006, suo primo anno di normalità e consolidamento, con una crescita dei ricavi e della redditività, un calo del debito che si azzererà nel 2007 e un ritorno dell'utile e del dividendo.

Dati che le consentono di guardare a un futuro di crescita. «Ora - ha spiegato alla presentazione dei conti Enrico Bondi - pensiamo che sia il momento di destinare l'eccesso di liquidità alla crescita esterna» e «stiamo valutando alcuni progetti» senza specificare in quali aree geografiche o settori.

Acquisizioni comunque in un'ottica molto prudenziale per non mettere a rischio il rapporto fra il debito e il patrimonio netto anche in virtù del fatto che, nel comparto alimentare, i margini sono limitati e raggiungono al massimo il 10%. Parmalat conta quindi di continuare a far crescere i ricavi nel 2007 e nel 2008 fra il 3 e il 5%. Un risultato inferiore alle previsioni del piano ma che soddisfa la dirigenza in un mercato sempre più competitivo. L'uscita dall'amministrazione straordinaria, rileva il direttore generale Carlo Prevedini, è stata fatta in due anni invece che in uno e ha pesato poi la situazione della filiale spagnola gravata da un Mol negativo nel 2006. Questa verrà quindi fortemente ristrutturata per farla tornare in attivo nel 2007 mentre altri investimenti per 50-70 milioni di euro saranno destinati alla riorganizzazione delle attività in Australia e Canada.

Oltre che nella pulizia dei conti, la Parmalat è impegnata a cambiare l'offerta dei prodotti sulla falsariga dei colossi concorrenti come Danone o Nestlè. Non più il solo latte «basico» ma sempre più prodotti a maggior valore aggiunto come latte, yogurt o bevande arricchite per gli usi più diversi (vitamine, calcio, anti-age).


Il Giornale di Brescia, 23 marzo 2007
Commenti (1)Add Comment
parmalat
scritto da Antonio , 26 March, 2007
ottima notizia, dovrebbero associarsi le aziende del settore agricolo con difficoltà per sollevarsi e competere con le grandi multinazionali, che fine ha fatto la Cirio, la Star, Del Monte ?
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