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MUFFA D'ACQUA, IN PERICOLO IL RISO DEL PAVESE PDF Stampa E-mail
Friday 23 March 2007

Agricoltori in allarme per la malattia provocata dal caldo


riso1Le temperature bizzose di queste settimane potrebbero favorire la nascita della "muffa d'acqua", una malattia che colpisce gravemente il seme del riso. Una situazione che preoccupa non poco gli addetti del settore. Lo spiega Marinella Rodolfi, ricercatrice dell'Università degli studi di Pavia, sull'ultimo numero del "Risicoltore", il periodico dell'Ente nazionale risi. «Si dovrebbero evitare semine troppo precoci, poiché la malattia è favorita da temperature dell'acqua di sommersione della risaia al di sotto dei 13 gradi».

 Gli sbalzi di temperature, come quelle cui si assiste in questi giorni precedenti la semina e l'allagamento delle camere di risaia, potrebbero ritardare la germinazione e la crescita del seme. Può influire un inizio di primavera "invernale", ma il problema potrebbe riproporsi più avanti anche in senso inverso, ossia con gradi centigradi troppo elevati per la stagione. «Anche temperature dell'acqua superiori ai 27 gradi in fase di germinazione possono divenire pericolose, in quanto fortemente favorevoli alla vita degli organismi responsabili della patologia».

La "muffa d'acqua" è una malattia in grado di stroncare il seme di riso: prospera negli ambienti ricchi d'umidità ed è tipica delle regioni risicole. Marinella Rodolfi spiega che questa patologia del riso fu descritta per la prima volta nel 1912 a Taiwan e poi segnalata in Giappone e California: la "muffa d'acqua" è una malattia che si diffonde più facilmente nei climi temperati, come quello dell'Italia settentrionale, piuttosto che ai tropici. «L'unica condizione necessaria per la sua comparsa è che i semi siano posti in acqua: diversamente da altre malattie, la muffa d'acqua può essere individuata a occhio nudo in una risaia allagata - aggiunge la ricercatrice -. Infatti, i semi infetti sono avvolti da una muffa bianca cotonosa.

Non è insolito, inoltre, osservare intorno ai semi colpiti aree circolari di circa mezzo centimetro in diametro, di colore marrone o verde scuro: sono dovute a proliferazioni di batteri e alghe verdi che, favoriti dalla presenza della muffa, invadono rapidamente l'area circostante al seme infetto». Solitamente l'infezione avviene subito dopo la semina impedendo la germinazione del seme. In caso di infezione dopo la germinazione, i germinelli risultano sofferenti, giallastri, mal cresciuti, e tendeno a marcire. In generale, sono particolarmente soggetti alla muffa i semi di bassa qualità oppure quelli rotti e danneggiati.

Come combattere questa patologia del riso? Il "Risicoltore" propone un buon livellamento del suolo, semine non troppo precoci e l'utilizzo di semi conciati e con buona vigoria: inoltre, gli allagamenti non dovrebbero essere prolungati, ma di moderata profondità dopo la semina. Consigliati anche il controllo costante degli insetti fitofagi (in particolare, il coleottero "Lissorhoptrus oryzophilus", adattato alla vita acquatica) e la lotta biologica. Gli agenti causali della muffa d'acqua appartengono a diversi gruppi di microrganismi, la cui presenza può variare geograficamente. Nelle aree mediterranee e in Italia i principali organismi responsabili appartengono ai generi "Achyla" e "Phythium", caratterizzati da spore infettive. Per combattere la muffa d'acqua, dunque, i risicoltori lomellini dovranno stare attenti alle altalenanti temperature di queste settimane.


La Provincia Pavese, 23 marzo 2007
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