| GINEVRA 2007, IL SALONE VERDE ORO |
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| Scritto da Dario Muzzarini | |
| Thursday 22 March 2007 | |
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Tendenze e responsabilità sociale nel mercato automobilistico
Il salone dell'auto di Ginevra rappresenta ormai un appuntamento di rilevanza mondiale che permette alle case automobilistiche di confrontarsi con il grande pubblico, con la stampa e con i concorrenti; in occasione di questo evento è possibile infatti comprendere e valutare le tendenze attuali delle principali case automobilistiche in termini di design, sicurezza attiva e passiva, motori, innovazione tecnologica, entertainment in auto.
Coloro che hanno avuto il piacere di visitare il salone di quest'anno, insieme alle numerose tendenze in atto avranno potuto notarne due in particolare. La prima è il trionfo del colore oro, presentato su moltissimi nuovi modelli: un colore destinato probabilmente a soppiantare il più anonimo e abusato grigio metallizzato, in quanto più "nuovo", piacevole alla vista e pratico. Il mercato sembra apprezzare sempre più questo colore e richiederlo e le case ovviamente rispondono prontamente a questa richiesta del mercato. In secondo luogo è il trionfo del verde, inteso non come colore della carrozzerie ma simbolicamente come rispetto dell'ambiente. Negli anni si è assistito a una vera e propria espansione dei progetti delle principali case automobilistiche verso sistemi di alimentazione e motorizzazioni a ridotto impatto ambientale. Mentre qualche anno fa alcune auto bi-alimentate (benzina-GPL, benzina-metano) seppur in commercio potevano rappresentare una sorta di "esperimento", a Ginevra si è capito che la sfida del presente e del prossimo futuro verterà proprio su questi aspetti. Lo dimostrano il numero crescente di modelli con motori ibridi o bi-alimentati presentati, che vengono proposti su veicoli con prestazioni elevate, sportive come la nuova Hybrid Concept car di Toyota (che detiene anche il marchio Lexus, già presente sul mercato con la RX400h, suv con motore ibrido elettrico-benzina), o macchine destinate al largo pubblico (come proposto da Honda, Fiat, Saab, e molte altre). È interessante capire le ragioni di questa tendenza. Innanzitutto si è preso coscienza del fatto che la questione ambientale è ormai rilevante e improcrastinabile. Occorre seriamente porre in essere iniziative globali per rendere sostenibile la mobilità di un numero esponenzialmente crescente di automobilisti. Se ne preoccupano le istituzioni politiche: da qui, le restrizioni alla circolazione del traffico, gli standard per la riduzione delle emissioni inquinanti (EURO 1-2-3-4-5), solo per fare degli esempi. Se ne preoccupano gli automobilisti, che vorrebbero chiaramente avere un auto senza limitazioni di circolazione (e qualcuno più coscienzioso probabilmente si sentirà lieto di contribuire al rispetto del pianeta in un modo tangibile). Se ne preoccupano, ovviamente, le case automobilistiche. In primo luogo perché se è il mercato a chiederlo (un po' come il colore oro), vince chi risponde meglio a questa domanda. In secondo luogo, perché si può immaginare quanto adeguarsi a standard di ridotte emissioni implichi costi di ricerca decisamente elevati. In questo senso, probabilmente chi ha già da tempo avviato progetti in questo ambito, si troverà avvantaggiato rispetto ai concorrenti che dovranno adeguarsi perché obbligati da normative internazionali. Questo è un classico esempio di come un comportamento socialmente responsabile possa rappresentare un vantaggio per un'impresa: infatti investire in progetti che minimizzino l'impatto ambientale del proprio prodotto andando oltre quanto richiesto dalle norme di legge non può che essere considerato come una pratica di responsabilità sociale. Infine è importante notare come, in ultima istanza, sia proprio la forza del consumatore a spingere il mercato verso le proprie esigenze. Le istituzioni, come le case automobilistiche, se non vogliono perdere la propria forza, devono dare una risposta a una richiesta pressante e crescente del mercato/opinione pubblica, che vuole garantirsi un futuro più pulito Per ironia della sorte, questa svolta ecologica rappresenta un treno che probabilmente, qualunque casa automobilistica voglia perdurare sul mercato, non dovrà assolutamente perdere.
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