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MC DONALD'S: NON DITE PIU' MCJOB!

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La multinazionale del fastfood sta cercando di far modificare la definizione della parola nei dizionari


oxford_dictionary1Scorrendo la lettera emme dell'Oxford English Dictionary si incontra la parola McJob. La sua definizione suona pressappoco così: un lavoro di basso prestigio, poco stimolante, temporaneo, senza benefici di alcun tipo e dalle poche possibilità di promozione. Insomma, tutt'altro che desiderabile. Il termine è in uso da un decennio, e secondo gli esperti non può essere considerato una moda passeggera: quindi il McJob ha tutto il diritto di far parte del prestigioso dizionario. Ma quelli di McDonald's, la multinazionale del panino a cui il termine chiaramente si ispira, hanno qualcosa da ridire. Ai McManager la definizione non garba, e vogliono riabilitare il McJob: a tal fine hanno lanciato una petizione da firmare per richiedere al famoso dizionario una decisa correzione.

Le ragioni di Mc Donald's
Il lavoro che la multinazionale offre non è affatto di manovalanza e senza stimoli. Questa, sostanzialmente, la linea d'attacco di David Fairhurst, rappresentante di McDonald's per il Nord Europa. Anzi, al contrario, i dati in proposito parlano chiaro: l'80 per cento dei suoi manager arriva direttamente dai tavoli del fast food. E poi, gli esperti di comunicazione che hanno risollevato le sorti dell'azienda nei periodi difficili sono riusciti negli ultimi anni a costruire una certa reputazione attorno agli impieghi offerti, alla loro qualità. Perfino un premio è arrivato: il miglior posto di lavoro in quanto a ospitalità, secondo una rivista del settore. Un altro punto a favore: si conta il 40 per cento di manager donne, un ottimo risultato, politicamente corretto. E poi, McJob è anche il nome di un programma di formazione interno dedicato ai dipendenti disabili.

Le ragioni dell'Oed
Come spiega il Financial Times, gli studiosi che curano il tomo sono stati chiari a riguardo: i dizionari vengono dopo la lingua e ne riflettono i mutamenti. Sono puramente descrittivi e niente affatto prescrittivi. Modificare una definizione linguistica a seguito di proteste e richieste di qualsiasi genere equivale a una mistificazione, e dà anche luogo a un precedente per incoraggiare altri gruppi di pressione a dire la loro. Insomma, la lingua è plasmata dall'uso e non dalle definizioni decise a tavolino.


Il Corriere della Sera, 21 marzo 2007