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MONTEMURLO (PO), LE MENSE SCOLASTICHE CONTRO LA MAFIA

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Il Comune ha aderito al progetto di "Libera Terra"


libera_terraI prodotti biologici prodotti nelle terre confiscate alla mafia saranno oggi sulla tavola della mense scolastiche montemurlesi. Pasta, soprattutto, ma anche ortaggi che saranno serviti serviti ai ragazzi.

In occasione della giornata nazionale per ricordare le vittime della mafia, l'amministrazione comunale ha deciso di partecipare all'ampio progetto realizzato dall'associazione "Libera Terra", che coltiva ettari di terra confiscati ai boss di Cosa nostra e restituiti alla collettività grazie a una legge di iniziativa popolare nata da una grande mobilitazione, soprattutto giovanile, a meta degli anni Novanta.

«Si tratta di un giorno speciale con un menù speciale per un fine speciale» spiega il sindaco Ivano Menchetti, che seguirà personalmente l'iniziativa, assaggiando i prodotti biologici di "Libera terra" preso una delle mense scolastiche di Montemurlo.
 Sospeso il menù prefissato, spostato al 23 marzo, agli alunni che usufruiscono dei piatti cucinati dalla mensa comunale, saranno serviti con prodotti che hanno in più il sapore della legalità, del riscatto, della libertà.

L'iniziativa, in occasione della giornata dedicata alle vittime della mafia, è stata proposta dalla società "Avenance, che gestisce la mensa su incarico del Comune, e dall'Associazione "Libera terra", subito accolta con favore dall'amministrazione comunale. Saranno circa 1.300 i pasti cucinati con i prodotti del lavoro di giovani che, riunitisi in cooperative sociali, coltivano ettari di terra confiscati ai boss mafiosi, grazie alla legge di iniziativa popolare 109/96, nata da una grande mobilitazione promossa da associazioni, personalità e cittadini. Su questi 300 ettari di terre hanno investito anche gli agricoltori biologici del territorio e tanti giovani anche toscani, che vi hanno portato il loro contributo in termini di lavoro volontario.

Oltre a Montemurlo questa iniziativa è stata accolta nelle scuole di Arezzo e Varese, dove verranno distribuiti volantini e appesi cartelloni in tutti i refettori, dando così un piccolo, ma significativo contributo alla lotta alla mafia.


Il Tirreno, 21 marzo 2007
 

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