Il potere politico delle multinzionali contro le pmi italiane. La multinazionale citata per concorrenza sleale e abuso di dipendenza economica, udienza giovedì 22 marzo
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha disposto l'archiviazione delle segnalazioni pervenute in data 9 marzo 2006 da parte della Bernabei Liquori di Roma, e in data 14 aprile 2006 da parte di Italgrob (Federazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande, che agisce a tutela dei diritti dell'intera categoria) relative alla politica distributiva del Gruppo Coca Cola.
Secondo il Garante infatti, non sono emersi «elementi di diritto e di fatto sufficienti a giustificare ulteriori accertamenti ai sensi della normativa nazionale e comunitaria a tutela della concorrenza e del mercato».
Una decisione che fa discutere, suscitando indignazione e sospetti nell'intero settore della distribuzione di bevande, perché arriva a meno di una settimana dalla prima udienza della causa civile presso il Tribunale di Roma, intentata dalla stessa Bernabei Liquori srl di Roma contro Coca Cola HBC Italia (e supportata, attraverso un atto di intervento volontario dalla Italgrob stessa), per concorrenza sleale e abuso di dipendenza economica.
A far scattare la denuncia all'autorità civile, a un anno dalla segnalazione al AGCM, è stata l'adozione da parte della Company di condizioni di vendita discriminanti, come la distribuzione gratuita di merchandising e frigovetrine, ma soprattutto l'applicazione diretta ai pubblici esercizi di prezzi inferiori a quelli invece imposti all'azienda romana, che ha fatto seguito all'attivazione, nel gennaio 2006, della rete di distribuzione diretta di tutti i prodotti a marchio Coca Cola destinata al canale Horeca (vale a dire tutto il circuito dei consumi "fuori casa").
"Il fatto che la decisione del Garante (attesa da oltre un anno) arrivi proprio a pochi giorni dalla prima udienza presso il Tribunale civile, fissata per giovedì 22 marzo - ha commentato il presidente di Italgrob, Giuseppe Cuzziol - appare come una chiara presa di posizione politica, che ci lascia interdetti, perché tutela gli obiettivi di una multinazionale che da anni opera ignorando qualsiasi legame con il territorio nazionale e con le economie locali, mettendo a rischio gli equilibri della filiera distributiva del beverage in un periodo di congiuntura ancora sfavorevole".
"Le scelte del colosso americano - ha continuato Cuzziol - appaino infatti chiaramente finalizzate ad indebolire la concorrenza, penalizzando realtà di dimensioni più ridotte, creando barriere commerciali significative per i grossisti e tutti gli altri attori del mercato italiano delle bevande, compresi gli stessi competitor di Coca Cola".
Italgrob, fiduciosa della collaborazione delle Istituzioni italiane, proseguirà comunque nella sua battaglia per la tutela dei diritti di un settore storico dell'economia italiana che annovera oggi oltre 2000 aziende - per un totale di quasi 20.000 dipendenti - per lo più di piccole e medie dimensioni, spesso a carattere familiare e fortemente radicate sul territorio italiano - e attende con fiducia le decisioni dell'Autorità Civile.
La prima udienza è fissata per giovedì 22 marzo 2007 presso il Tribunale Civile di Roma.
Italgrob, Federazione Italiana dei Grossisti e dei Distributori di Bevande, è da 15 anni l'associazione nazionale di riferimento per il settore della distribuzione di liquidi alimentari nel canale Horeca - acronimo di Hotel, Restaurant e Café - che comprende tutto il circuito dei consumi "fuori casa".
La Federazione, riconosciuta a livello internazionale quale membro dell'associazione europea Cegrobb, riunisce oggi tutti i 14 consorzi italiani del settore e molti distributori indipendenti, per un totale di ben 935 affiliati. I membri di Italgrob rappresentano da soli oltre il 42% del mercato Horeca italiano per i liquidi alimentari, con un giro d'affari complessivo che sfiora l'80% dei traffici globali.
21 marzo 2007



