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BERGAMO, STRETTO BINOMIO TRA NATURA E AGRICOLTURA

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L'agriturismo scommette su fattorie didattiche, degustazioni e latte fresco


fattorie_bergamoMentre Bergamo torna a volare come numero di alberghi dopo anni da dimenticare, c'è un'altra risorsa, finora ancora poco sfruttata, che in futuro potrebbe regalare grandi potenzialità sul territorio provinciale: il binomio natura-agricoltura.

Certo, negli ultimi anni si è assistito a una crescita quasi esponenziale degli agriturismi, che ormai sfiorano quota cento, ma il discorso è anche più ampio. Si tratta di un vero e proprio turismo rurale che va incanalato in veri e propri «pacchetti» in grado di soddisfare ogni esigenza del turista amante della campagna, dei prodotti genuini e della vita all'aria aperta. Il progetto, targato Unione provinciale agricoltori, intende sfruttare al massimo un filone, costituito dai cosiddetti «turisti del verde» e proveniente da mezza Europa, grazie al solito flusso low cost di Orio, ma anche il mercato interno soprattutto in arrivo dal Milanese, che metta insieme ristorazione, ospitalità, visita a cantine, fattorie didattiche, ippoturismo, spacci agricoli, e tante altre attività legate al territorio.

«Il nostro obiettivo - spiega il direttore dell'Unione agricoltori Aldo Marcassoli - è la creazione di un "circuito del turismo rurale" (in realtà, di una serie di circuiti) in provincia di Bergamo, quale strumento per "convogliare" verso le aziende agricole una parte della movimentazione turistica che investe la provincia; in altre parole, realizzare una "rete" organizzata tra queste diverse realtà agricole, che ne promuova e valorizzi i prodotti e i servizi, in un contesto di complessiva valorizzazione turistica (e ambientale) del territorio».

Sfruttando l'intera filiera, il progetto, che partirà già questa primavera in via sperimentale e dovrebbe arrivare a regime entro l'autunno, coinvolge quegli operatori orientati al contatto diretto con il consumatore finale o con il fruitore del servizio. «Requisito essenziale - puntualizza Marcassoli - è che l'azienda operi nel campo della cosiddetta ospitalità rurale, dando a questo termine l'accezione più ampia e includendovi, quindi, oltre che gli agriturismi veri e propri, anche le fattorie didattiche (una sessantina in provincia), le cantine attrezzate per la degustazione e vendita dei vini, gli spacci agricoli con esposti i prodotti agro-alimentari direttamente trasformati e confezionati in azienda (formaggi, miele, olio), o le aziende con distributori automatici del latte».
Una scelta, quella degli operatori aderenti, dovuta anche alla crisi di certi filoni agricoli e alla necessità di trovare risorse alternative per chi opera in campagna.

«Grazie ai più recenti indirizzi della politica agricola comunitaria e alla stessa evoluzione dei mercati - spiega ancora il direttore dell'Unione -, un numero crescente di aziende agricole, anche bergamasche, si è indirizzato negli ultimi anni nella direzione della multifunzionalità e delle filiere corte, come scelta alternativa o di diversificazione di un'attività agricola di tipo tradizionale, che il venir meno delle protezioni comunitarie e i nuovi equilibri dei commerci internazionali hanno messo pesantemente in crisi».

Il progetto, che prevede nei sui ulteriori sviluppi, la compartecipazione di realtà extra agricole (ad esempio, bed & breakfast o strutture ricettive analoghe, piccole imprese artigiane e commerciali), si sta concretizzando con la messa a punto di pacchetti mirati a diversi target: «Da recenti indagini - spiega Marcassoli - molti turisti stranieri della cosiddetta "terza età" sono molto interessati a questo tipo di proposta. Poi ci sono naturalmente tante scolaresche, circoli ricreativi e associazioni, soprattutto del vasto bacino di utenza del Milanese, oltre agli amanti dell'enogastronomia e dei prodotti tipici genuini».

Dopo la fase di studio, si è giunti in questi giorni a concretizzare una prima aggregazione che ha riguardato una decina di aziende localizzate nella Valle Seriana inferiore e in Val Cavallina. «Con queste aziende - conclude Marcassoli - si è realizzata la prima proposta di itinerario di turismo rurale bergamasco, con possibilità di pernottamento, ristorazione, attività didattiche e ricreative, beauty farm, acquisto di prodotti aziendali (vini, salumi, formaggi, piante officinali, prodotti dell'agricoltura biologica, ecc.), e visite guidate ai siti di interesse artistico, culturale e naturalistico. In parallelo è quasi pronto un sito Internet dedicato al "circuito", con possibilità di connessioni ai singoli siti delle aziende coinvolte nonché a quelli di altri enti, organismi, associazioni direttamente coinvolti o potenzialmente coinvolgibili nel progetto».


L'Eco di Bergamo, 21 marzo 2007