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BETTOLA (PC), I PRODUTTORI FRENANO IL PROGETTO DELLO YOGURT DELLA "NATURAL VALLEY"

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In più gli agricoltori sposano l'idea del grana padano biologico a cura del Consorzio


parmigianoCome riuscire a mantenere le aziende agricole in montagna che producono latte?
Con progetti settoriali specifici. E' di questo che s'è discusso lunedì sera a Bettola con i produttori agricoli. Due in progetti in campo: il conferimento del latte biologico per trasformarlo in yogurt e l'altro per la produzione di grana biologico a cura del Consorzio Biopiace entrambi commercializzati sotto l'etichetta, ovviamente della Natural valley. Ed è probabilmente quest'ultimo che potrebbe trovare la strada più agevole per camminare. Non è escluso, inoltre, che il progetto possa partire entro la fine di questo mese. Si mostra possibilista l'assessore provinciale all'agricoltura Mario Spezia sul decollo delle iniziative anche se, sulla trasformazione del latte biologico in yogurt, pur di fronte all'interessamento di un'azienda di Varese ligure in provincia di La Spezia e dell'organizzazione del trasporto pressoché delineato, i produttori hanno chiesto un momento di ripensamento.

Nessun problema per Spezia: «Il progetto può partire in un secondo tempo. Se i tempi sono più favorevoli per l'altra sperimentazione, il grana padano biologico, ebbene si dia il via a quest'ultimo. Quello che voglio sottolineare - dice - è che abbiamo messo in moto cose positive che potranno dare risultati concreti se ci sarà la volontà e la voglia di portarli a compimento».

Anche da parte dell'associazione produttori latte resta aperta una possibilità. Riguardo al progetto di trasformazione del latte in yogurt, seguito direttamente da Apl si assiste a una fase in cui i produttori locali chiedono una pausa di riflessione. Tra le difficoltà segnalate nel corso dell'incontro di Bettola vi sarebbero anche alcuni aspetti di carattere strutturale come la mancanza di una dotazione adeguata di contenitori refrigerati per conservare il prodotto. «Aspetti perfettamente superabili» dice Roberto Arata di Apl.

La quantità di prodotto che potrebbe essere destinata alla trasformazione in yogurt sarebbe di circa 120 quintali a settimana per il latte biologico mentre per quanto riguarda il latte convenzionale la quantità sarebbe di circa 70 quintali. Per abbattere i costi di trasporto, piuttosto alti considerata l'estensione del territorio di montagna - sottolinea Arata - era stata individuata una soluzione con l'utilizzo di un mezzo promiscuo sia per il prodotto biologico che per quello normale.

Quello del trasporto del prodotto nelle zone di montagna è uno degli ostacoli maggiori in quanto la legislazione regionale prescrive che, ad esempio il latte, sia conservato nei frigoriferi. Questo impedisce, evidentemente, di adottare il sistema che invece vige in Alto Adige dove tutti i produttori medi o piccoli dei masi sparsi possono stoccare il prodotto in un punto di concentramento lungo la strada principale da dove poi un mezzo lo preleva per conferirlo all'industria di trasformazione. «Con le normative nuove della nostra Regione questo non è più possibile da noi mentre in Trentino e in Alto Adige, Province autonome, le regole sono evidentemente diverse».


Libertà, 21 marzo 2007