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Oct 08th
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FANNA (PN), CONTINUA LA RISCOPERTA DELLE MELE ANTICHE

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Dopo la potatura il Gruppo amatori domenica prossima darà spazio agli innesti





Riprendono le attività organizzate dal Gruppo amatori mele antiche con i corsi di potatura e innesto delle piante autoctone che si svolgono nel vivaio della "centa" Zillo di Fanna. Domenica sarà la volta degli innesti, mentre una settimana fa si è provveduto a potare le piante di melo in vista della fioritura che avviene prevalentemente in aprile. «Il primo appuntamento ha riscosso un grande successo con un centinaio di partecipanti e la presenza di un tecnico dell'Ersa che ha spiegato le tecniche di potatura dei meli - ha spiegato uno dei componenti del gruppo, Giuliana Teia -. Speriamo che anche domenica lo si possa ripetere con il corso di innesto che sarà tenuto dai nostri volontari. Inoltre, saranno distribuite anche le prime piante di melo prodotte da noi».

L'appuntamento è dalle 10 alle 12 nel vivaio alle spalle del cementificio di Fanna, in un terreno messo a disposizione proprio per lo svolgimento di queste attività. Sono già nate, intanto, le circa duecento piantine di melo innestate con diverse varietà locali, tra cui le più note sono la Marc Panara, varietà molto conosciuta nella Val Colvera, la mela Ruggine, la Calvilla e la Bella donna. Come ogni anno, anche per il 2007 è prevista la realizzazione della mostra delle mele antiche itinerante nei sei comuni aderenti al progetto di salvaguardia e recupero dei meli antichi che si terrà a Frisanco e Poffabro. Per la prima volta, infatti, la manifestazione sarà dislocata in due siti distinti e, come avvenuto a partire dall'anno scorso, sarà patrocinata e sostenuta dall'Ersa, diventando perciò una mostra regionale.

L'obiettivo che il gruppo si è proposto si sta pian piano concretizzando: riscoprire ed esaltare le vecchie qualità di mela da sempre coltivate nei comuni della zona non ha solamente un significato sentimentale o storico, può oggi diventare anche una fonte di reddito per i coltivatori che accanto alle colture tradizionali possono produrre mele biologiche, per un mercato di nicchia se si vuole, ma in espansione, poiché la gente chiede prodotti sani con sempre maggiore convinzione.


Il Messaggero Veneto, 15 marzo 2007
 

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