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BIRRA DELLE DOLOMITI, AL VIA LA COLTIVAZIONE

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Quindici imprese selezionate produrranno 150 tonnellate


birraSaranno quindici le aziende agricole impegnate nella coltivazione di orzo da birra - per la produzione di una birra delle Dolomiti - dopo la selezione effettuata dall'Ente Parco sulla base delle domande ricevute e dei criteri "tecnici" individuati. Sette sono nel comune di Feltre, cinque in quello di Santa Giustina, due in quello di Cesiomaggiore e l'ultima in quello di Mel.

Complessivamente, queste quindici aziende coltiveranno orzo in oltre 50 ettari di terreno, per arrivare poi a produrre più di 150 tonnellate di granella d'orzo, che successivamente verrà maltata e lavorata in Birreria per la produzione di una birra speciale, bellunese e dolomitica, perché oltre a questo orzo verranno utilizzati come ingredienti l'acqua delle Dolomiti - quella stessa che convinse i fratelli Luciani a scegliere Pedavena quale luogo dove edificare la fabbrica - e del luppolo biologico. Nei prossimi giorni alle aziende saranno distribuite le sementi da coltivare, acquistate dalla cooperativa La Fiorita di Cesiomaggiore, referente tecnico del progetto. Per ottimizzare le produzioni, inoltre, le semine dovrebbero avvenire entro il 20 marzo prossimo.

Grazie alla selezione effettuata dall'Ente Parco - e che segue la firma del protocollo d'intesa tra l'area protetta, la Provincia di Belluno e la Comunità montana feltrina, che per il primo biennio del progetto hanno messo a disposizione 40 mila euro - adesso il progetto orzo da birra può davvero entrare nel vivo, per un completo rilancio di uno stabilimento, quello della Birreria di Pedavena, che ha da poco compiuto 110 anni e che dopo alcuni anni di trascuratezza olandese vuole tornare ad essere parte integrante ed attiva del territorio.

Come scritto, le sementi che le quindici aziende agricole feltrine dovranno utilizzare saranno esclusivamente quelle fornite dalla cooperativa La Fiorita. Per non rischiare di ridurre la capacità produttiva, si dovrà seminare ad una profondità superiore ai 3 cm e la semina stessa dovrà essere omogenea - con una densità di 230 kg di seme per ettaro. Non si potranno utilizzare diserbanti né si potrà procedere ad interventi chimici di difesa fitosanitaria, anche se su richiesta specifica la Commissione tecnica incaricata di controllare lo stato delle produzioni potrebbe consentire dei "piani di difesa particolari". Accanto a queste indicazioni più tecniche, il disciplinare del progetto orzo da birra prevede anche alcuni sugerimenti che possano servire a migliorare la qualità delle produzioni, come ad esempio quello di far succedere alla coltivazione dell'orzo quella di una coltura da rinnovo, come il mais o la patata, al fine di consentire al terreno di "riprendersi".


Il Corriere delle Alpi, 15 marzo 2007
 

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