Nuova frode ai danni dei consumatori e delle aziende agricole
Ancora una volta il settore zootecnico padovano e veneto è al centro di nuove indagini: è di questi giorni la notizia del blitz dei Nas, dell'arresto di quattro agenti di commercio padovani e del sequestro di una ingente mole di medicinali clandestini destinati ad alcune aziende zootecniche venete. Un fatto gravissimo, sul quale Coldiretti Padova prende posizione, a difesa delle tante imprese agricole che hanno scelto la strada della legalità e del cittadino consumatore "Ben vengano tutti i controlli necessari ad assicurare trasparenza e rispetto delle regole, nei confronti del mercato e dei consumatori. - afferma Marco Calaon, presidente di Coldiretti Padova - Non possiamo permettere che le scorciatoie scelte da pochi danneggino le tante imprese che hanno scelto una strada diversa, che quasi mai fa notizia. Lo dobbiamo a tutti gli imprenditori agricoli che ogni mattina si svegliano pensando a come migliorare il proprio prodotto, a come difendere la qualità del nostro latte e della carne piuttosto che inseguire facili e illeciti profitti".
Per primi in Italia abbiamo voluto la rintracciabilità nel settore agroalimentare - continua Calaon - dall'origine al prodotto per garantire tempestività negli interventi e la sicurezza alimentare. Non possiamo dunque che augurarci che l'inchiesta possa contribuire ad accertare e portare allo scoperto le irregolarità di chi si pone al di fuori di ogni controllo. Allo stesso tempo però ritengo doveroso ricordare la maggioranza silenziosa degli imprenditori che ogni giorno lavorano nel pieno rispetto delle regole, pur tra mille difficoltà, garantendo ai consumatori un prodotto sano, sicuro e di qualità. Un lavoro duro e rischioso che spesso però non viene riconosciuto".
Coldiretti Padova ricorda che il Veneto è leader nazionale nella produzione di carne bovina, con quasi 28 mila aziende e 931 mila capi, arrivando a coprire il 19 per cento della produzione nazionale. Sempre dalla nostra regione proviene quasi metà delle carni avicole italiane. Numeri importanti per un settore trainante dell'economia locale, che non può essere messo a repentaglio dalle azioni di pochi.
"Chi agisce scorrettamente danneggia non solo se stesso ma l'intero settore, - ricorda Paolo Martin, direttore di Coldiretti Padova - con il rischio di vanificare il lavoro onesto di tante imprese. Gli imprenditori che agiscono scorrettamente e cercano facili scorciatoie creano un danno per l'intera zootecnica, gettando un'ombra da dissipare al più presto perché grava sul lavoro di tante persone oneste. Casi come questo confermano la necessità - prosegue Martin - di proseguire con sempre maggiore convinzione sulla strada della rintracciabilità dei prodotti alimentari, dal campo alla tavola, e della piena trasparenza dell'intero processo aziendale. In questo delicato compito però le imprese agricole non devono essere lasciate sole. Invece è di questi giorni la notizia del grave stop all'obbligo dell'etichetta sui prodotti agricoli previsto dal disegno di legge comunitaria approvato dal Consiglio dei ministri e ora all'esame del Parlamento.
E' prevista infatti l'abrogazione dell'obbligo di indicare nell'etichetta la provenienza degli alimenti. In questo modo sarà più difficile impedire di spacciare come Made in Italy produzioni alimentari derivate da prodotti agricoli stranieri. Si tratta - sottolinea la Coldiretti - di un palese tentativo di colpo di spugna sull'obbligo di indicare l'origine dei prodotti alimentari, con il via libera alla possibilità di "falsificare" il Made in Italy con miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, concentrato di pomodoro in salsa cinese o con prosciutti ottenuti da maiali allevati in Olanda e Danimarca".
Coldiretti, 14 marzo 2007



