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I TUMULTI PER I BIOCARBURANTI IN BRASILE

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Dopo i tumulti per il rialzo dei prezzi della tortilla in Messico, anche in Brasile si protesta contro i biocarburanti

 

mais Sui telegiornali sono passate le immagini dei disordini che hanno accolto Bush in Brasile, dove si è recato per stringere un accordo per la produzione di biocarburante. Però secondo me c'è un punto che i media non hanno messo bene in luce: quella gente non protestava per astratto anti americanismo. Protestava per la pagnotta: per la pagnotta che la produzione di biocarburante, pur essendo appena agli inizi, ha già fatto rincarare. Una cosa è infatti ricavare biocarburante da scarti agricoli o da terreni marginali. Tutt'altra cosa è votare interamente vaste estenzioni di terreno agricolo al biocarburante, togliendo spazio al cibo, al mais innanzitutto. Se n'è accorta anche l'amministrazione Usa che l'inizio della produzione di biocarburante ha fatto diminuire la produzione di carne. Solo che gli Stati Uniti si condedono il lusso di usare il mais per nutrire il bestiame: i brasiliani, col mais, nutrono se stessi.

Questo articolo è stato pubblicato anche su Blogeko

Alleghiamo anche la notizia riportata da Adn Kronos:

Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush è arrivato a San Paolo del Brasile per una breve visita di 24 ore, prima tappa della sua missione in America Latina che si concluderà martedì prossimo. Negli scontri tra forze dell'ordine e gli oltre 6mila contestatori che hanno organizzato una manifestazione sull'Avenida Paulista con striscioni che denunciavano l'arrivo del "nemico numero 1 dell'umanità" si contano almeno otto feriti. Ad attendere il capo della Casa Bianca ai piedi della scaletta dell'Air Force One c'era un rappresentante del ministero degli Esteri, Ruy Casaes.

Una colonna di oltre 60 auto di scorta con agenti della sicurezza si è poi diretta verso l'hotel sede dell'incontro, un pranzo di lavoro, tra Bush e il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Tema principale nell'agenda dell'incontro tra i due presidenti è un accordo sulla produzione e commercializzazione di biocombustibile. Usa e Brasile insieme garantiscono oltre il 70% della produzione mondiale dell'etanolo e "ridurre la dipendenza dal petrolio, aumenterebbe la sicurezza economica della regione", ha sottolineato Bush in una recente intervista ai corrispondenti dei maggiori quotidiani dei 5 Paesi latinoamericani che visiterà in questi giorni. Prima di lasciare il Brasile alla volta di Montevideo, in Uruguay, Bush è atteso anche alla Transpetro, impianto della Petrobras che produce una miscela di petrolio ed etanolo.