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CALDO RECORD, ALLARME PER GLI ANIMALI NATI TROPPO PRESTO

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Gran Bretagna: usciti dai nidi in anticipo, muoiono se la temperature si abbassa. Sei i gradi in più della media. E nel nostro Paese sono arrivati meno uccelli migratori; sulle Alpi molti orsi non sono andati in letargo


pandaTanti animali in circolazione troppo presto, troppi pulcini caduti dai nidi e cuccioli in fin di vita, salvati da qualche volenteroso. In Gran Bretagna il secondo inverno consecutivo con temperature ben sopra la norma, il più caldo da quando i dati vengono registrati, ha mandato in tilt il ciclo biologico della riproduzione di molti animali. L´allarme l´ha lanciato un centro di protezione per la fauna selvatica di Aylesbury, vicino a Londra. «Non avevamo mai dovuto rispondere a tante richieste di salvataggio di cuccioli di scoiattoli o di altri piccoli mammiferi come quest´anno - ha dichiarato il responsabile Les Stocker al quotidiano britannico The Independent - Gli animali si stanno accoppiando prima del previsto e le gelate o le piogge possono uccidere i piccoli».

Secondo i dati del Met Office è stato gennaio il mese davvero anomalo, con una temperatura media di 6 gradi, che ha polverizzato ogni record. Scoiattoli, uccelli, porcospini, animali che non vanno in letargo ma in inverno riducono parecchio la loro attività, stuzzicati dal calduccio si sono comportati come se la primavera fosse alle porte e hanno cominciato ad accoppiarsi e preparare nidi e tane per i piccoli. Il risultato è che i cuccioli sono nati troppo presto e quando c´è stata qualche gelata o pioggia intensa è stata una moria. Il ministro per l´ambiente, David Milliband, porterà anche questi dati sul tavolo della discussione quando la prossima settimana chiederà che il Regno Unito riduca ancora le emissioni di anidride carbonica, e sono dati come questi che rafforzano il piano di lotta di chi, al vertice di Bruxelles, vuole ottenere una riduzione delle emissioni di gas serra e un aumento del ricorso alle energie rinnovabili entro il 2020.
L´allarme non riguarda infatti solo la Gran Bretagna.

«L´inverno è stato tanto caldo che gran parte degli orsi del versante orientale della Alpi non sono andati in letargo - conferma Piero Genovesi - dell´istituto nazionale fauna selvatica - l´orsa Yurka e i suoi tre cuccioli hanno continuato a scorrazzare tra l´Italia e la Slovenia». Non ci sono dati precisi sulle nascite anticipate, ma c´è una previsione allarmante: «È un disastro annunciato - continua Genovesi - dopo un inverno caldo e secco ci sarà un´estate di terribile siccità. Se gli ungulati adulti sono sopravvissuti meglio alla stagione fredda, i piccoli troveranno meno pascolo nel periodo dello svezzamento e in alcune zone ci sarà un vero e proprio problema di accesso alle risorse idriche». E dobbiamo aspettarci anche un aumento degli insetti: «Nel nostro paese sono arrivati meno uccelli migratori, come tordi e beccacce, che si sono fermati nell´Europa centrale - dice Genovesi - questo significa che ci saranno meno nidiate e meno piccoli da nutrire e se ne avvantaggeranno gli insetti».


Repubblica, 9 marzo 2007
 

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