Sabato 10 marzo l'associazione "Domà Nunch" organizza il 1° Forum sulle emergenze ambientali nell'area insubrica, tra urbanizzazione selvaggia, traffico e inquinamento
«Il territorio dell'Insubria, ovvero quella bio-regione posta fra Alpi e Po, fra Adda e Sesia, è unita - al di là delle frontiere amministrative fra Regioni e Stati - da una storia e popolazioni comuni, ma anche da emergenze ambientali e identitarie ormai giunte a un momento cruciale davanti al quale non è possibile restare indifferenti se si ama la propria terra».
E' questo il "manifesto" con cui l'associazione "Domà Nunch" - gruppo eco-nazionalista - annuncia un importante appuntamento organizzato per sabato 10 marzo a Uboldo: il 1° forum sulle emergenze ambientali in Insubria. Dalle 10 alle 18, nell'Aula polfunzionale di via San Martino esperti, amministratori, comitati di cittadini e associazioni ambientaliste (ma non solo) analizzeranno e discuteranno i grandi mali dell'ambiente nella regione insubrica, dal traffico all'urbanizzazione selvaggia, dal sovrappopolamento all'inquinamento.
L'iniziativa, organizzata con il patrocinio dell'amministrazione comunale di Uboldo si concluderà con un intervento del senatore di Rifondazione comunista Giovanni Confalonieri, membro della 13° commissione permanente Territorio, ambiente e beni ambientali. «Nessun legame con la Lega o altri gruppi, siamo completamente apartitici - spiega Matteo Colaone - e abbiamo invitato il senatore Confalonieri perché è sensibile come noi ai temi ambientali».
Il programma è ricco di interventi e testimonianze di problemi ed esperienze del territorio, da quello di Angela Cattaneo, presidente del Comitato cittadini attivi "No allo svincolo" che si sta battendo contro il nuovo svincolo della A9 a quello dell'architetto Giorgio De Cesare sui corridoi ecologici e l'esperienza della Valle Olona, da quella intitolata "Hanno rubato l'acqua alle nostre valli!" di Marco Giabardo, del Movimento Autonomista Valsesiano.
«Crediamo che, nonostante tutto, l'Insubria possa ancora essere all'avanguardia fra le nazioni d'Europa per qualità della vita dei suoi cittadini, ma soprattutto per qualità e valore dell'ambiente, patrimonio sacro - spiegano gli organizzatori del convegno - Per far ciò dovrà per prima cosa smarcarsi al più presto da una politica vecchia, levantina, ingenua, pasticciona quando non in malafede, e ricreare le basi di una coscienza diffusa, popolare, condivisa e militante , che vada a riempire il vuoto lasciato da buona parte della politica; è necessario riunire le tante persone che da anni si battono nel loro particolare per una nuova concezione del vivere oggi in Insubria, fondata sull'amore per il proprio ambiente naturale e culturale».
Varese News, 7 marzo 2007



