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CHI PUO' FARE LA DIFFERENZA

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La storia è proprio come quella di un film d'avventura: la partenza dalla provincia per la grande città, poi il colpo di fortuna di trovarsi nel luogo giusto al momento giusto, l'inarrestabile ascesa, fino a divenire una star della scena. Infine la folgorazione sulla via di Damasco.

La vita di Roberto Bolle sembra scivolare velocemente, attraverso nuvole di polvere magica come nel bel film “Billy Elliot”, toccando infine il culmine con gli ultimi eventi che hanno legato il danzatore, l'Unicef e l'Africa in una emozionante storia di coraggio prima e di umanità poi.
Roberto Bolle nasce a Casale Monferrato, giovanissimo riesce ad entrare alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, non senza incontrare resistenze: "Non mi volevano mandare, perché dicevano che era per femminucce". A soli 15 anni arriva per lui la grande svolta: Rudolf Nurayev lo nota in studio, gli chiede di eseguire qualche esercizio e lo scrittura per la sua “Morte a Venezia". Da allora è un crescendo di successi sino a diventare primo ballerino alla Scala. E' in scena in questi giorni il galà “Roberto Bolle and friends”, che lo vede danzare insieme ad alcune delle più famose etoilles della danza. La tournée si è inaugurata il 10 febbraio a Roma, presso l'Auditorium Conciliazione, con l'obiettivo di raccogliere fondi a favore dell'UNICEF, di cui il danzatore è "goodwill ambassador".
Leggendo le sue numerose e recenti interviste, si comprende come sia proprio questo il nuovo, appassionante punto focale della vita del danzatore piemontese. In seguito al recente viaggio in Sudan che lo ha profondamente emozionato e colpito, si realizza per lui ancora una volta quello che a prima vista può sembrare impossibile: la sinergia tra la passione per la perfezione estetica della danza e la determinazione e l'impegno per un futuro migliore e di pace per l'Africa.
Questo indica come siano gli uomini a fare la differenza, non importa quanto possa apparire lontano il loro mondo e la loro vita quotidiana. Non c'è niente infatti di più lontano dai villaggi del Sudan dei palcoscenici dei teatri internazionali, Roberto Bolle è riuscito a tessere un legame così forte tra i due diversi piani della sua vita, da arrivare a interessare e coinvolgere la maggioranza dei mass media italiani. Incontrare le persone di questa stoffa, e fare in modo che le loro profonde qualità umane e artistiche si attivino a favore della solidarietà e della pace, è un importante compito di tutti noi che lavoriamo per il non profit  

Pierluigi Rizzini - Professionetica network