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PARMIGIANO REGGIANO, FERMA DIFESA CONTRO IMITAZIONI E AGROPIRATERIA

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Sul  caso "Parmesan" preoccupa  la posizione assunta dalla Germania

 

parmigiano_reggianoLa Cia auspica che la Corte di Giustizia Ue ponga fine al più presto alla controversia dando ragione al nostro prodotto simbolo del "made in Italy". In gioco c'è anche la salvaguardia della reale tutela delle indicazioni geografiche.
Il "Parmigiano Reggiano", simbolo principe del "made in Italy" e il più soggetto alle imitazioni e agli attacchi dell'agropirateria sui mercati internazionali, va difeso e valorizzato. La sua denominazione d'origine, il suo marchio devono essere tutelati con la massima decisione ed impedire azioni che possono provocare danni ad una produzione tipica e di qualità del nostro Paese. Una produzione che, insieme molte altre,  costituisce un patrimonio di cultura e di tradizioni che ha un valore inimitabile nel mondo. Ed è proprio questo motivo che la Cia-Confederazione italiana agricoltori seguirà con grande attenzione il caso "Parmesan", ovvero l'evolversi della procedura di infrazione intentata dalla Commissione europea contro la Germania per il mancato rispetto della normativa europea sulle indicazioni geografiche, procedura ormai giunta davanti alla Corte di Giustizia europea.

A tal proposito la Cia evidenzia che la procedura di infrazione nasceva dal persistente utilizzo del termine "Parmesan", che è sinonimo della denominazione protetta "Parmigiano Reggiano", da parte di alcune imprese tedesche  e dalla sostanziale inattività delle autorità tedesche in materia.
L'importanza di questa procedura, secondo la Cia, consiste non solo nella rilevanza produttiva ed economica di un formaggio quale è il "Parmigiano Reggiano", che sostiene un intero comparto economico con oltre 25.000 posti di lavoro e che è, appunto,  tra i prodotti alimentari più imitati al mondo.  In gioco c'è anche la salvaguardia di un principio, quello della reale tutela delle indicazioni geografiche, che rappresentano per il settore agroalimentare italiano ed europeo un valore irrinunciabile.

Tale importanza è testimoniata anche dal fatto che per la prima volta nella storia delle Dop, la Commissione Ue chiede alla Corte di Giustizia di condannare non solo i produttori che operano al di fuori della legge, ma anche lo Stato che lo consente.

Stupisce e preoccupa, quindi, che, in tale frangente, la Germania, davanti alla Corte di Giustizia, abbia non solo giustificato l'utilizzo del termine "Parmesan", in quanto, a suo dire, generico, ma abbia -afferma la Cia- anche argomentato che sono da considerarsi generici i termini "Parmigiano" e "Reggiano".

La Cia, nell'auspicare una positiva conclusione della controversia con la Germania,  ricorda, inoltre, che l'Italia, subito dopo la Francia, è la più colpita dalla contraffazione, dai "falsi d'autore" dell'alimentazione. Ogni anno la nostra agricoltura perde 2,5 miliardi di euro a causa del crescente assalto dell'agropirateria sui mercati internazionali: dai prosciutti all'olio di oliva, dai formaggi ai vini, dai salumi agli ortofrutticoli è un continuo di imitazioni che provocano danni rilevanti ai nostri Dop, Igp e Stg, che rappresentano invece la punta di diamante del "made in Italy".


Cia, 21 febbraio 2007