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LE RISORSE UMANE DI GOOGLE

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Iniziative nei confronti delle risorse umane e la responsabilità sociale del celebre motore di ricerca americano.

google_logoAnalizzando qualsiasi approfondimento relativo ai possibili interventi che un'azienda può porre in essere relativi alla responsabilità sociale, succede facilmente di imbattersi in una sorta di classificazione dei tali comportamenti. Ad esempio è possibile individuare le questioni ambientali, l'attenzione nei confronti dei consumatori (sia in termini di qualità del prodotto che di capacità di recepire i feedback provenienti dai singoli consumatori), e gli interventi nei confronti della comunità. Questi aspetti sono generalmente in grado di restituire all'impresa, a fronte di un investimento strutturato e di una comunicazione efficace verso le diverse categorie di stakeholder, un ritorno rilevante in termini reputazionali e di conseguenza, un vantaggio competitivo sul mercato.

In genere, tra gli aspetti considerati ne esiste uno rispetto al quale non è sempre immediato collegare un vantaggio diretto per l'impresa: l'attenzione al Workplace, ossia il "luogo di lavoro" inteso nell'accezione più ampia possibile. Garantire il rispetto dei diritti umani può essere un elemento importante e distintivo in alcuni settori (si pensi alle multinazionali della moda, spesso accusate di sfruttamento di lavoro minorile nei paesi in via di sviluppo). Investire nella qualità del workplace può garantire risultati notevoli e performance economiche nettamente positive. Creare un ambiente di lavoro sereno, investire nella formazione dei dipendenti, garantire un equilibrio tra lavoro e vita privata, possono essere comportamenti apprezzati dai dipendenti stessi. L'azienda che implementa queste lodevoli iniziative, ha una maggiore capacità di trattenere i dipendenti, riducendo i costi relativi a un turn-over elevato, e allo stesso tempo, può contribuire ad attrarre nuove risorse di valore. Esistono diversi esempi di applicazione di questi principi nelle politiche di gestione del personale in imprese di successo.

Spesso i media, in particolare giornali e siti internet 1, si sono occupati delle politiche del personale volute dai "padri fondatori" del celebre motore di ricerca americano "Google". Questa sorta di paradiso lavorativo (la rivista Fortune l'ha recentemente eletto come azienda dove si lavora meglio al mondo) focalizza molte delle proprie risorse nei confronti dei propri dipendenti: nel googleplex, il "quartier generale" della società, i dipendenti dispongono di un campo da beach volley, di due piccole piscine per il nuoto "controcorrente", di biliardi e spazi per i figli dei dipendenti; "c'è chi gira in rollerblade, e chi in minimoto. Alcuni alti dirigenti conservano la scrivania degli antichi tempi spartani: una porta appoggiata su due cavalletti" 2. Chi lavora per Google può anche portare il proprio cane al lavoro, e può dedicare il 20% del tempo lavorativo per svolgere gli affari personali. Il clima di lavoro è disteso, non esistono differenze di trattamento ai diversi livelli gerarchici (tutti hanno le stesse scrivanie e anche i top manager spesso condividono l'ufficio con altre persone). Chiunque, in Google, può proporre un suggerimento attraverso un apposito canale (il cosiddetto bidone dei suggerimenti). Le discussioni lavorative non avvengono in sala riunioni, ma davanti alla macchina del caffè o giocando a beach volley. Questa mentalità è condivisa per tutte le sedi Google nel mondo.

L'obiettivo di Google è di essere una grande famiglia, e di accrescere il senso di appartenenza dei dipendenti, favorendo un ambiente sereno da cui possano scaturire nuove idee. Ad oggi, non si può che convenire che tale approccio stia contribuendo a decretare il successo di un'azienda nata in un garage nel 1998 e ora diventata uno dei maggiori colossi della New economy.

Nonostante tutto, Google, solo parzialmente, può considerarsi un'impresa socialmente responsabile. Infatti, la responsabilità sociale rappresenta un percorso e una scelta che deve penetrare nei vari aspetti della gestione, dal workplace, al rispetto dell'ambiente, ai rapporti con la comunità, fino alle scelte strategiche dell'impresa. Per Google purtroppo non è così. Recentemente, l'azienda ha subito accuse di favorire la pirateria e di violare la privacy dei propri clienti. Rimane però una certezza: nel momento in cui Google dovesse decidere di operare una svolta etica a 360 gradi, non avrebbe sicuramente difficoltà a renderla concretamente applicata al proprio interno, vista l'elevata coesione della sua "grande famiglia".

Dario Muzzarini

1 - Si vedano a riguardo gli articoli pubblicati su Repubblica.it, il 5 dicembre 2005, o il più recente articolo comparso su www.lastampa.it dal titolo “Google, motore della felicità” pubblicato in data 25 gennaio 2007.

2 -  Fonte: articolo comparso su www.lastampa.it dal titolo “Google, motore della felicità” pubblicato in data 25 gennaio 2007.