Già di per sé considero eticamente riprovevole e socialmente insostenibile l'economia alimentare di derivazione animale, ma un'altra riflessione è oggi doverosa: che senso può avere in clima di siccità?
Da tutto il mondo arrivano allarmi sul riscaldamento del pianeta e
sull'inevitabile stato di aridità. Ha contribuito a ciò anche il
bestiame in allevamenti che genera il 18 per cento dei gas serra...più di quelli dei trasporti!
I
prodotti di derivazione animale e la carne, sono quindi oggi tra i
principali fattori di alterazione globale del clima. Il saggio direbbe:
basta carni, basta salumi, basta latte e derivati, basta polli! Almeno
limitatevi! E poi basta con tutto ciò che ha a che fare con gli
allevamenti intensivi!
No, la tendenza, invece, è verso la crescita dei consumi!! Nei
prossimi mesi l'Italia si troverà a dover razionalizzazione le risorse
idriche: caldo e siccità cambieranno i costumi della stupidità
alimentare?
Se i fiumi e i laghi "perdono" acqua, che senso hanno gli allevamenti intensivi?
Una
vacca da latte consuma circa 150/200 litri di acqua al giorno, il
maiale 20, a ciò si devono aggiungere quelli necessari per la
coltivazione dei cereali ad uso zootecnico la cui crescente espansione
è divenuta un flagello mondiale. E se gli allevamenti intensivi non
hanno senso quale potrebbero averne i mattatoi per le carni, le
industrie dei salumi, dei produttori di latte confezionato?
Se l'olio, pomodori, cereali, frutta e verdura, cioé i punti forti
della nostra dieta quotidiana sono a rischio che senso possono avere le
altre superflue e dannose produzioni di alimenti di derivazione
animale, causa, tra l'altro, di malattie? L'errata nutrizione è la
causa principale del 50/60% degli ospedalizzati.
I maggiori danni per questo stato climatico sono previsti al
Nord. L'Emilia Romagna è sotto stress termico. Che senso hanno certe
produzioni? E quelle celebrate del tipico dove si approvigioneranno?
Dove
andrà a finire per siccità l'economia della vacca e del maiale del
ducato? E così anche di altre province e regioni. Andremo a sottrarre
l'acqua agli umani (come si fa già di fatto nel terzo mondo) per darla
agli animali da mattatoio degli allevamenti? O per coltivare i loro
alimenti?
I soli bovini stanno letteralmente divorando interi ecosistemi.
Molte foreste tropicali, come accade ad esempio in Amazzonia, vengono
abbattute per far posto ai pascoli, che stanno erodendo ovunque anche
le terre coltivabili, mentre le acque dolci vengono contaminate dai
rifiuti degli animali e dai pesticidi. E anche qui da noi la qualirtà
dell''acqua (senza la quali si muore!) presenta situazioni
preoccupanti!
Il problema sta diventando sempre più grave. Questa crescita di
produzione alimentare mondiale di derivazione
animale genererà effetti catastrofici per la biosfera, come già li ha
prodotti. Vogliono rendersene conto le persone della responsabilità
quotidiana che hanno nelle scelte dei loro consumi? O agiscono solo
in preda alla fame d'animali telegovernate dal potere
economico/finanziario/mediatico? Si impone nei consumi un cambio di
rotta indispensabile per la sopravvivenza dell'umanità: dall'abbondanza
alla sobrietà responsabile per convivere nella società della
complessità diffusa ad alta riflessività, ossia una società dove non
sono più le stagioni e il rito che scandiscono i tempi, ma questi
dipendono dalle scelte individuali e collettive. I cambiamenti di clima
e le catastrofi naturali sapranno generare un ripensamento sugli
attuali stili di vita?
E i nostri politici cosa pensano di fare? Quale iniziativa, per
l'emergenza idrica annunciata escogiteranno, pur di continuare ad
alimentare inutili, dannose e sorpassate economie? Avranno il coraggio
di proporre una riflessione propositiva, che sappia vedere lontano e
non solo all'emergenza? O si limiteranno a richiedere i sussidi per
disastro ambientale (progettato), così come in altre occasioni? Chi ha
l'autorità e l'autorevolezza ha il dovere di intervenire!
Attenti risparmiatori che avete investito in azioni di industrie
alimentari di derivazione animale, siete sostenitori di catastrofi
ambientali e economiche: i vostri risparmi potrebbero restare a secco!
Basta leggere i rapporti sul clima, non fate gli gnorri!! Non venite
poi a dire non lo sapevamo!
Luigi Boschi
Parma, 5 Febbraio 2007



