Per la prima volta un'iniziativa per proteggere le zone petrolifere vede coinvolte anche le comunità locali
Conservare la biodiversità coinvolgendo le comunità locali. È la formula - adottata per la prima volta in questo campo -del progetto AgriBio Diversity (Abd), condotto dall'Eni in collaborazione con Shell,per valutare e minimizzare i potenziali impatti delle attività petrolifere sulla biodiversità della Val d'Agri. Il progetto, avviato nel 2003, oggi sta dando buoni risultati, tanto da diventare un modello esportato in Ecuador e nel mar Artico. In campo estrattivo, la biodiversità è considerata elemento integrante di sviluppo sostenibile.E così la valle lucana del petrolio, un'area montuosa con prevalenza di habitat rurali e semi naturali, è diventata per le compagnie petrolifere un casostudio sulla biodiversità terrestre. I risultati del progetto,infatti, sono stati raccolti in un database che rappresenta per l'Eni una preziosa fonte di informazioni su cui impostare le future attività di monitoraggio dellabiodiversità focalizzate su quegli elementi e siti identificati dal progetto come rilevanti.
Il progetto, ora in via di conclusione, è stato reso possibile in un territorio ricco in biodiversità con significative componenti florofaunistiche fra cui faggi, querce, abeti bianchi e aceri,cinghiali,lupi,picchi neri e gatti selvatici. All'opera c'è un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da ricercatori della Divisione Exploration &Production dell'Eni che si occupano di tematiche ambientali, dall'Università della Basilicata, dal Laboratorio di geneticae servizi (Lgs) di Potenza e da Ong internazionali che si occupano di conservazione della biodiversità (Fauna & Flora International e The World Conservation Union).
Indispensabile è stato il coinvolgimento di rappresentanti della comunità scientifica locale, non solo per lo studio in campo ed in laboratorio, ma anche per l'apporto della conoscenza ambientale, storica e sociale del territorio.Visite in loco hanno permesso di valutare il contesto ecologico ed operativo dell'area e identificare i cambiamenti ambientali di lungo e breve periodo che hanno influenzato la biodiversità. Inoltre, sono stati condotti incontri con rappresentanti della comunità locale (autorità e società civile) per identificare le tematiche ambientali ed i cambiamenti percepiti come rilevanti ed includerli nelle attività di valutazione della biodiversità.
Il Sole 24 Ore, 8 febbraio 2007




