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Il pm ha chiesto per i due ex amministratori di Tersan Puglia la
condanna per violazione delle norme sul trattamento e smaltimento dei
rifiuti, ma i tempi stringono
MODUGNO (BARI) - Tre anni dopo la sentenza di
primo grado, annullata con rinvio due anni fa per motivi procedurali
dalla Corte d'appello, la procura di Bari ha riformulato le richieste
di condanna nei confronti dei due amministratori unici della Tersan
Puglia e sud Italia, l'azienda con sede a Modugno (Bari) autorizzata
alla produzione di fertilizzanti per l'agricoltura ottenuti mediante il
trattamento di fanghi provenienti da depuratori pubblici.
Il pm inquirente, Renato Nitti, ha chiesto oggi al giudice di
Modugno, Michele Prencipe, di condannare gli imputati alla stessa pena
irrogata dal giudice di primo grado il 23 febbraio 2004: un anno e due
mesi per Silvestro Delle Foglie, di 65 anni, e sette mesi per sua
moglie, Sabina Cirone, di 64, oltre all'interdizione per entrambi dagli
uffici direttivi delle persone giuridiche, delle imprese e dal
commercio per tutta la durata della pena. I due furono riconosciuti
colpevoli di violazione delle norme sul trattamento e sullo smaltimento
dei rifiuti, di quelle sull'inquinamento atmosferico e di frode
nell'esercizio del commercio.
La Tersan è la stessa società coinvolta nell'indagine avviata nel
settembre 2003 dalla Procura di Bari dopo la scoperta di fanghi e
rifiuti su ampie aree della Murgia barese; rifiuti, anche speciali, che
furono trovati su due aree estese per complessivi 300 ettari in
località Cervoni, nelle campagne di Altamura, e in località Finocchio,
nel territorio di Gravina in Puglia.
Al processo - la cui sentenza è prevista per il 22 o il 23
febbraio prossimi - sono costituite 17 parti civili: si tratta degli
abitanti di villette che si trovano nel «villaggio paradiso» in
località «Campolieto», a Modugno, che si ritengono danneggiati dalle
emissioni inquinanti della Tersan.
In sostanza, Delle Foglie e Cirone, il primo amministratore unico
della Tersan fino al 20 ottobre '99, l'altra dallo stesso giorno fino
al termine delle indagini, sono accusati di aver trattato fanghi che,
in base all'autorizzazione ricevuta dalla Provincia di Bari, non
avrebbero potuto trattare perché contenenti metalli pensanti (cadmio,
cromo, zinco ed altro); secondo l'accusa, avrebbero mescolato i fanghi
ai rifiuti solidi urbani triturati ricevuti e avrebbero smaltito il
tutto su terreni di proprietà della Tersan a Mariotto, ex frazione di
Bitonto (Bari); viene contestata inoltre, la produzione di un compost
destinato allo smaltimento che, invece - ritiene di aver accertato
l'accusa - veniva venduto e utilizzato per uso agricolo e per
l'agricoltura biologica.
L'ultima accusa è di aver prodotto emissioni inquinanti. I fatti
contestati fanno riferimento al periodo compreso tra settembre '98 e
novembre 2003: la maggior parte dei reati si prescriverà prima della
fine del 2007, altri entro il 2009, prima quindi che possa intervenire
una sentenza definitiva.
La Gazzetta del mezzogiorno, 7 febbraio 2007
Articoli precedenti:
Rinviato a giudizio l'ex direttore del Presidio multizonale di
prevenzione di Bari 4. È accusato di aver attestato il falso per
favorire la società al centro dell'inchiesta avviata nel 2003 do
mercoledì 20 aprile 2005
Doveva diventare il maggior impianto di compostaggio d'Europa, ma
sembra costruito in violazione delle norme ambientali e urbanistiche.
mercoledì 20 ottobre 2004
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