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RESPONSABILIT

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Un poliziotto ucciso dopo una partita di calcio. L’ennesimo episodio che pone lo sport al centro di una questione importante: la responsabilita’ sociale.

catania_palermo_scontriIl tema della CSR nello sport va acquisendo rilevanza anno dopo anno, tanto da essere stato focus di dibattito durante un convegno tenutosi lo scorso 20 Gennaio nella sede dell'Unione Industriali di Parma, dal titolo "Lo sport responsabile: dal marketing alla rendicontazione sociale". L'obiettivo era quello di porre a confronto le opinioni di esperti provenienti dalle istituzioni dello sport, del mondo sociale, nonche' manager aziendali, su tematiche quali il cause related marketing, il ruolo dello sport nel bilancio sociale e del bilancio sociale nello sport.

Il 2006 ha infatti visto il calcio al centro della cronaca a causa di spiacevoli avvenimenti che hanno mostrato il rovescio della medaglia dell'attività di numerose società sportive, le cui squadre ricoprivano, fino a poco fa, i primi posti delle classifiche nazionali. Presidenti di squadre di serie A ed arbitri sono risultati coinvolti in un enorme scandalo, che ruotava attorno al tentativo di pilotare, attraverso minacce e forme di corruzione, l'andamento dei campionati.

Bene, quella che molti hanno definito "immondizia calcistica" si allarga adesso a qualcosa di piu'. L'episodio dell'ispettore ucciso a Catania fuori dei cancelli dello stadio, a seguito degli scontri con alcuni ultras, sposta infatti l'attenzione su un altro aspetto: il calcio, piu' di ogni altro sport, e' in grado di dar vita a vere e proprie fazioni, che trasformano gli stadi in campi di battaglia, dove ogni domenica restano feriti, e talvolta uccisi, decine di tifosi e responsabili dell'ordine pubblico. La gravita' dell'ultimo accaduto, seguito dalla sospensione temporanea di tutti i campionati calcistici italiani, ha suscitato forti reazioni nell'opinione pubblica, lasciando aperta la questione su quali siano i possibili rimedi al fenomeno.

Le società sportive di certo rivestono in tutto cio' un ruolo importante: potrebbe ad esempio essere interessante avviare una campagna di sensibilizzazione al fenomeno? Molto più utili che a spiegare piani tariffari telefonici, i calciatori e le aziende per cui questi lavorano, potrebbero farsi portavoce di una cultura sportiva responsabile, volta a diffondere un'immagine dello sport più pulita. Una cultura, dunque, tesa a promuovere valori quali rispetto, convivenza civile, partecipazione, formazione umana, integrazione e coesione sociale. Naturalmente il compito delle istituzioni e' altresì importante nell'accompagnare il rinnovo di un'industria ormai in piena decadenza e le cui dinamiche raccolgono i dissensi di gran parte della società.

Lasciamo ora aperto il dibattito, invitando gli addetti al settore a prendere in considerazione ed approfondire queste problematiche, auspicandoci di tornare a pensare al calcio come ad un gioco.


Carla Di Gianvincenzo