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TORNA LA PAURA DELL'AVIARIA IN EUROPA

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Il virus ha ucciso 2.500 tacchini in un allevamento della Gran Bretagna


aviariaTorna la paura dell'aviaria in Europa: il virus H5N1, ad alta patogenicità, ha ucciso nelle ultime ore oltre 2.500 tacchini in un allevamento di Lowesoft, nel Suffolk (Inghilterra orientale). È la prima volta che questa variante del virus viene registrata su larga scala nel Regno Unito (finora aveva ucciso solo un cigno), e ora è forte la preoccupazione nel Paese la cui zootecnia fu devastata dal morbo della mucca pazza. Un'insorgenza peraltro insolita e inattesa, notano gli scienziati, perchè avviene fuori dal periodo delle migrazioni, che diffondono il contagio. Il ministero per Ambiente, Alimenti e Affari Rurali ha preannunciato che i 159 mila pennuti presenti nell'allevamento, che fa parte della rete del maggiore produttore d'Europa di tacchini, la società britannica Bernard Matthews, saranno abbattuti.

Parallelamente, è scattata la macchina della sicurezza sanitaria: il governo britannico ha attivato le misure previste dalla normativa europea contro l'aviaria, creando una zona di protezione di 3 chilometri attorno alla fattoria e una zona detta di «sorveglianza» con un raggio di 10 chilometri. La polizia ha bloccato gli accessi verso l'allevamento, che sorge sul sito di un'ex base militare Usa. Alla tv sono state mostrate per tutto il giorno le immagini dei tacchini morti caricati su camion.

L'Agenzia per la protezione della salute ha detto che al momento il rischio per gli esseri umani derivante dall'H5N1 è molto basso. Il focolaio assomiglia a quello sviluppatosi in Francia un anno fa, quando centinaia di tacchini furono uccisi dal virus. L'infezione fu contenuta, e da allora in Europa c'erano stati pochissimi nuovi casi, fino al mese scorso, quando si è diffusa la notizia che l'aviaria aveva ucciso migliaia di oche in un allevamento in Ungheria. Il virus tende a diffondersi attraverso gli uccelli migratori. Si ritiene che abbia ucciso almeno 164 persone dal 2003, quasi tutte in Asia. Il timore maggiore è che il virus muti in una forma che si diffonda da uomo a uomo.

Circa 200 milioni di volatili sono morti o sono stati uccisi in seguito all'esplosione dell'influenza aviaria. Oltre a suscitare le preoccupazioni degli allevatori, questo improvviso focolaio del Suffolk sembra lasciare perplessi gli esperti. Secondo il ricercatore Colin Butter, questo caso è anomalo, per il momento in cui si manifesta: «Non ci aspettavamo una cosa del genere in pieno inverno, ma piuttosto in primavera», ha affermato, in riferimento ai cicli migratori. Nel maggio scorso, 50 mila polli in tre fattorie del Norfolk, sempre nell'est dell'Inghilterra, tra le zone di maggior produzione di pollame in Europa, furono eliminati dopo che fu registrata la presenza di un altro ceppo di aviaria, l'H7N3.


L'Adige, 5 febbraio 2007


 

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