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Oct 06th
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MESSICO, I BIOCARBURANTI FANNO SALIRE IL PREZZO DELLA TORTILLA

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A causa dell'aumentata richiesta di biocarburanti negli Stati Uniti, negli ultimi tempi il prezzo del popolare alimento messicano si è praticamente quadruplicato

 


tortilla_factory Uno dei pericoli legati allo sviluppo incontrollato dei biocarburanti è l'improvviso rialzo dei prezzi di generi di prima necessità come grano e zucchero, utilizzati anche per la produzione di carburanti puliti. Ne abbiamo parlato in varie occasioni e ora sembra che il pericolo stia diventando realtà. Sulle Bbc News di oggi infatti, si parlava di un'aspra protesta che la notte scorsa ha coinvolto decine di migliaia di persone a Città del Messico, scese in piazza per protestare contro il rialzo dei prezzi della tortilla, la nota focaccia di granoturco che dà sostentamento soprattutto alle fasce di popolazione più povera. Sembra infatti, che il prezzo dell'alimento sia salito recentemente del 400%, raggiungendo "picchi" mai toccati negli ultimi dieci anni, e uno dei motivi principali sarebbe proprio l'aumentata richiesta di grano per produrre biocarburanti negli Usa.

In base al North American Free Trade Agreement, dal 1994 il Messico era in grado di ottenere grano a basso costo dagli Stati Uniti, ma negli ultimi anni buona parte della produzione americana è stata convertita ai biocarburanti e questo ha causato una notevole diminuzione degli approvvigionamenti. Il presidente Felipe Calderon si è impegnato a bloccare le speculazioni e recentemente ha stretto un accordo con alcuni gruppi influenti nel paese per mettere un tetto al prezzo delle tortilla (8,5 pesos al chilo, circa 60 centesimi di euro), ma sono stati molti quelli che hanno fatto "orecchie da mercante" contando sul fatto che l'accordo non è legalmente vincolante.
 

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