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DECRETO LIBERALIZZAZIONI: UNIONALIMENTARI SCRIVE A BERSANI

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Aumento di costi ed impatto negativo sulla competitività delle aziende alimentari italiane senza giovamento per i consumatori: queste le conseguenze delle disposizioni sulla data di scadenza degli alimenti




bersaniUnionAlimentari-CONFAPI, Unione Nazionale della Piccola e Media Industria Alimentare, scrive al Ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Bersani, per segnalare le sue critiche nei confronti dell'art. 4 del Decreto sulle liberalizzazioni.

Tale articolo dispone cambiamenti nelle modalità d'indicazione della data di scadenza e del termine minimo di conservazione degli alimenti preconfezionati, perché sancisce che la data vada riportata con caratteri di dimensioni non inferiori a quelli utilizzati per l'indicazione della quantità del prodotto.

L'indicazione, secondo l'Associazione di categoria, è già ampiamente regolamentata e la nuova norma non produrrebbe un reale beneficio per il consumatore, ma implicherebbe solo elevati costi per le imprese italiane che risulterebbero così svantaggiate rispetto alle concorrenti europee, non aggravate da simili misure legislative.

Nella lettera al Ministro, UnionAlimentari ricorda che la legislazione vigente (Dlgs.vo 109/1992), armonizzata a livello comunitario ed affiancata dalle norme di settore, prevede misure che garantiscono diciture chiare e leggibili, funzionali a tutelare il consumatore finale; inoltre le indicazioni delle etichette sono improntate ai principi di veridicità, chiarezza e completezza ed il termine minimo di conservazione o la data di scadenza devono già figurare nello stesso campo visivo della denominazione di vendita e della quantità contenuta. Infine sono previste sanzioni pecuniarie, da 1600,00 a 9500,00 -, per chi viola tali disposizioni.

UnionAlimentari elenca anche alcune delle difficoltà che un tale provvedimento produrrebbe sulle aziende italiane: rischio di perdita degli incarti già stampati aventi validità pluriennale, difficoltà di adeguamento per le aziende operanti in settori specifici vincolati, per motivi tecnici, ad apporre la data  punti dell�imballaggio con ridotto spazio (ad es. tappi delle bottiglie), sostituzione degli strumenti di stampa e, infine, riduzione della competitività rispetto alle imprese estere, non soggette a simili procedure.

L'art. 4, se non subirà modifiche si configura, quindi, come una disposizione svantaggiosa per le aziende del settore agro-alimentare ed in contrasto con il principio della libera circolazione delle merci vigente nel mercato unico europeo.


Unionalimentari, 1 febbraio 2007