Il ministro dell'ambiente cerca di "stringere" per ottenere che i Certificati Verdi finiscano solo agli impianti di energia realmente rinnovabile
Sui fondi destinati al finanziamento delle fonti rinnovabili di energia, meglio noti con la sigla cip 6, i Verdi sono pronti al braccio di ferro. Visto che l'emendamento che restringe le agevolazioni potrebbe essere dichiarato inammissibile dalla presidenza della Camera perché inserito in un provvedimento estraneo alla materia (è stato inserito in un decreto legge che parla soprattutto di banche), il ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, sponsor principale dell'emendamento stesso, è pronto a trasformarlo in un decreto legge autonomo. Un testo che lo stesso Pecoraro avrebbe trasferito già ieri pomeriggio alla presidenza del consiglio, con la richiesta al premier Romano Prodi di inserirla all'ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri.
La bozza del provvedimento riproduce esattamente l'emendamento, correggendo le modalità di gestione dei fondi Cip 6, prevedendo che gli stessi vengano destinati al finanziamento di impianti di produzione di energia rinnovabile pura, facendo salvi i diritti dei termovalorizzatori già funzionanti. Il testo approvato in finanziaria ricomprende invece fra i soggetti finanziabili anche gli impianti per i quali sia stata presentata richiesta di autorizzazione. La decisione del governo punta dunque a limitare il diritto alle sovvenzioni per i termovalorizzatori già operativi, lasciando fuori tutti gli altri, e nello stesso tempo devolvere i fondi a impianti di produzione di energia elettrica da fonti totalmente rinnovabili. Dal 1992 un piccola quota di ogni bolletta elettrica finanzia anche la costruzione e il mantenimento dei termovalorizzatori e di altri impianti di distruzione e incenerimento dei rifiuti solidi urbani e di altre sostanze, dai quali viene poi ricavata elettricità rivenduta allo Stato.
Cantano vittoria dunque i Verdi, apprezzando la mossa di Pecoraro, come hanno fatto ieri i parlamentari Angelo Bonelli e Loredana De Petris che si augurano ora che il consiglio dei ministri sia ora unanime nell'approvare il decreto ´e mettere fine ad una truffa ai danni dei cittadini che dà soldi ad impianti inquinanti e dannosi per la salute al posto di destinarli alle vere energie rinnovabili'. Di parere opposto l'ex ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, capogruppo di An al Senato. ´Mi rifiuto di pensare che il presidente della Repubblica firmerebbe un decreto legge che modifichi l'articolo della finanziaria sui cosiddetti Cip 6, ravvisandone i requisiti della necessità e dell'urgenza'. ´Non solo mancano tali requisiti indispensabili per la decretazione d'urgenza ma si tratterebbe di un provvedimento imposto da una minoranza della maggioranza per rendere più difficile la realizzazione di moderni impianti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani'.
Milano Finanza, 31 gennaio 2007



