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CIP 6, PECORARO SCANIO PRESENTA UN DECRETO AD HOC PDF Stampa E-mail
Scritto da Emiliano Angelelli   
Wednesday 31 January 2007

Il ministro dell'ambiente cerca di "stringere" per ottenere che i Certificati Verdi finiscano solo agli impianti di energia realmente rinnovabile

 

pecoraro_scanio_alfonso Sui fondi destinati al finanziamento delle fonti rinnovabili di energia, meglio noti con la sigla cip 6, i Verdi sono pronti al braccio di ferro. Visto che l'emendamento che restringe le agevolazioni potrebbe essere dichiarato inammissibile dalla presidenza della Camera perché inserito in un provvedimento estraneo alla materia (è stato inserito in un decreto legge che parla soprattutto di banche), il ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, sponsor principale dell'emendamento stesso, è pronto a trasformarlo in un decreto legge autonomo. Un testo che lo stesso Pecoraro avrebbe trasferito già ieri pomeriggio alla presidenza del consiglio, con la richiesta al premier Romano Prodi di inserirla all'ordine del giorno del prossimo consiglio dei ministri.

La bozza del provvedimento riproduce esattamente l'emendamento, correggendo le modalità di gestione dei fondi Cip 6, prevedendo che gli stessi vengano destinati al finanziamento di impianti di produzione di energia rinnovabile pura, facendo salvi i diritti dei termovalorizzatori già funzionanti. Il testo approvato in finanziaria ricomprende invece fra i soggetti finanziabili anche gli impianti per i quali sia stata presentata richiesta di autorizzazione. La decisione del governo punta dunque a limitare il diritto alle sovvenzioni per i termovalorizzatori già operativi, lasciando fuori tutti gli altri, e nello stesso tempo devolvere i fondi a impianti di produzione di energia elettrica da fonti totalmente rinnovabili. Dal 1992 un piccola quota di ogni bolletta elettrica finanzia anche la costruzione e il mantenimento dei termovalorizzatori e di altri impianti di distruzione e incenerimento dei rifiuti solidi urbani e di altre sostanze, dai quali viene poi ricavata elettricità rivenduta allo Stato.

Cantano vittoria dunque i Verdi, apprezzando la mossa di Pecoraro, come hanno fatto ieri i parlamentari Angelo Bonelli e Loredana De Petris che si augurano ora che il consiglio dei ministri sia ora unanime nell'approvare il decreto ´e mettere fine ad una truffa ai danni dei cittadini che dà soldi ad impianti inquinanti e dannosi per la salute al posto di destinarli alle vere energie rinnovabili'. Di parere opposto l'ex ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, capogruppo di An al Senato. ´Mi rifiuto di pensare che il presidente della Repubblica firmerebbe un decreto legge che modifichi l'articolo della finanziaria sui cosiddetti Cip 6, ravvisandone i requisiti della necessità e dell'urgenza'. ´Non solo mancano tali requisiti indispensabili per la decretazione d'urgenza ma si tratterebbe di un provvedimento imposto da una minoranza della maggioranza per rendere più difficile la realizzazione di moderni impianti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani'.

Milano Finanza, 31 gennaio 2007 

Commenti (1)Add Comment
Attenzione che ad esagerare si fa autogol
scritto da alfrig , 10 February, 2007
Questo progetto di Decreto-legge sembra improntato ad un ecologismo di maniera; non voler ammettere al finanziamento gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento non ancora funzionanti ma di cui sia già stata presentata richiesta di autorizzazione all'esercizio, anche quando sono destinati alla cogenerazione di energia ad uso domestico da distribuire mediante reti di teleriscaldamento, è un vero autogol per una politica di sviluppo sostenibile.
Nella Finanziaria 2007, al comma 384 si prevedono allo scopo riduzioni dell'IVA al 10%, e non è che non manchino le iniziative di sinergia industriale e contesti cittadini dove queste politiche sono in corso di sviluppo.
Su questo stesso sito è riportato sub
http://www.greenplanet.net/content/view/18384/102/
un articolo che illustra il caso delle Cartiere del Garda, impegnata in un progetto condiviso con l'Amministrazione Comunale che permetterebbe di arrivare al risparmio di 40.000 tonnellate di petrolio equivalente all'anno mediante rete di teleriscaldamento da sviluppare in tre anni.

È auspicabile che, pur con la dichiarata ostilità ai termovalorizzatori per la distruzione dei rifiuti, si riesca a distinguere contesti e casistiche (tra l?altro implicanti onerosi investimenti) e che si arrivi a calibrare il disegno di Decreto-legge in maniera più equa ed efficace, nel pubblico interesse.
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