La Garda Cartiere, uno dei leader mondiali del settore, investe in sviluppo ecocompatibile
Riva del Garda. La cittadina più a nord del più grande lago italiano. Un luogo quasi incantato, più adatto a sognare che a lavorare. Eppure è proprio qui che parte la storia di Garda Cartiere, una storia determinata proprio dall'appartenenza a questa terra, a questi paesaggi suggestivi. Tutto ha inizio nel 1956, quando il territorio gardesano non aveva ancora conosciuto l'attuale boom turistico e la spinta all'occupazione era sicuramente tra le esigenze più sentite.
A quell'epoca Tito Legrenzi, lungimirante imprenditore, diede alla luce quello che diventerà pochi anni più tardi uno dei più qualificati stabilimenti di produzione di carta patinata in Italia. L'azienda da allora vede infatti una costante crescita al punto da sentirsi matura per la sfida europea già nel 1971, quando entra a far parte del gruppo tedesco Bertelsmann dal quale uscirà solo nel 1997 per andare a formare una nuova società, la Lecta Group, polo cartario oggi posizionato al quarto posto in Europa.
In Italia Garda Cartiere è ai vertici delle aziende di settore con un fatturato per il 2006 di 247 milioni di euro, 600 dipendenti e quattro uffici commerciali divisi tra Milano, New York, Londra e Monaco.
Lo stabilimento di Riva è la più grande unità singola di produzione di carte patinate sul suolo nazionale, con una superficie di 170 mila metri quadrati e una capacità di 340 mila tonnellate.
«Alla base di questo successo - spiega Paolo Mattei, presidente dell'azienda - c'è una forte attenzione alla ricerca e allo sviluppo. Grazie ai nostri costanti investimenti, che nel 2006 hanno toccato i 12 milioni di euro, oggi siamo un modello per innovazione e produttività». Un modello che ha valicato da tempo i patri confini con la nascita di Lecta Group. «La nostra proiezione all'internazionalizzazione e quindi l'esigenza di porci come interlocutore competitivo sui mercati europei e extraeuropei hanno dato vita a questa società. Unendoci alla spagnola Torraspapel e alla francese Condant, possiamo contare su una capacità totale del gruppo di quasi un milione e mezzo di tonnellate annue. Numeri che fanno di noi uno fra i sei grandi gruppi che si spartiscono il 75% del mercato europeo».
Il profitto e l'innovazione tecnologica da soli però comporterebbero una contropartita decisamente pesante in termini di impatto ambientale ed ecologico, ma è qui che si nota l'importanza per il gruppo di operare in un territorio come il Garda: «Abbiamo la fortuna di lavorare in uno dei posti più belli e suggestivi d'Italia. È uno scenario naturale unico quello che ci ospita, un'area di rilevanza turistica mondiale. Anche per questo la nostra naturale propensione all'ambiente è diventata una vera e propria mission». Garda Cartiere, che vanta l'importante registrazione EMAS (Eco Management and Audit Scheme), s'impegna infatti da sempre investendo per la salvaguardia dell'ambiente, producendo carte senza la presenza di acidi e utilizzando cellulose provenienti da foreste certificate.
Già dal 1984 inoltre Garda Cartiere è passata al gas metano che le garantisce totale autosufficienza energetica e che ha reso possibile la completa metanizzazione di Riva.
«Credere in uno Sviluppo Sostenibile significa unire l'impegno imprenditoriale al rispetto per il territorio e all'attenzione per la gente. La sostenibilità può essere paragonata ad un tavolo a tre gambe che sono appunto l'ambientalità, la socialità intesa come il rispetto delle regole e l'economicità ossia il profitto; se anche solo uno di questi capisaldi viene a mancare tutta la struttura finisce per cedere».
Una filosofia che si sintetizza perfino nella claim del gruppo: un mondo migliore. Più che uno slogan un obiettivo fondamentale se si pensa che la produzione di carta richiede comunque elevati consumi idrici, energetici e di materie prime... «Siamo molto attenti in merito ai dettagli relativi all'origine del legno e abbiamo deciso di certificare i nostri prodotti secondo gli standard approvati da Greenpeace e dal WWF. L'utilizzo del metano rappresenta poi una concreta risposta al problema delle risorse energetiche». Tra i prossimi investimenti ce n'è poi uno particolarmente curioso: un accordo con la comunità di Riva per la realizzazione di un impianto di teleriscaldamento che fornirà energia per lo stabilimento e al contempo permetterà di ridurre i consumi della cittadina di circa 40 mila tonnellate di petrolio equivalente annue.
Una storia, quella di Garda Cartiere, che ha fatto del rispetto dell'ambiente il suo punto di forza e dell'amore per la terra che l'ha vista nascere una spinta a lavorare «per un mondo migliore».
Corriere.it



