Il colosso farmaceutico svizzero, alfiere dei prodotti OGM, cresce a due cifre e guarda ai nuovi farmaci Usa
Il colosso farmaceutico svizzero Novartis ha annunciato profitti record di 7,2 miliardi di dollari nel 2006 (+17%) e utili per azione a 3,06 dollari contro i 2,63 del 2005. Esclusi gli oneri dell'acquisizione di Chiron l'utile netto sale del 25%. I ricavi netti sono cresciuti del 15% a 37 miliardi mentre la multinazionale di Basilea, nota al grande pubblico soprattutto in quanto alfiere dei prodotti Ogm, attende con fiducia che negli Stati Uniti scatti il semaforo verde per il Galvus (anti-diabetico) e il Tekturna (farmaco contro l'ipertensione), due nuovi prodotti giudicati chiave dagli analisti per la corsa del titolo e i conti nel 2007. Il dividendo proposto per il 2006 è di 1,35 franchi svizzeri per azione (+17%), in aumento per il decimo anno consecutivo. Nell'anno appena trascorso, il gruppo ha investito in Ricerca e sviluppo circa 5,4 miliardi di dollari. Per il momento sono soprattutto farmaci per il cuore come il Diovan, in circolazione dal 1998, e l'antitumorale Gleevec, a dare sostanza al fatturato. Il titolo giovedì mattina era in calo a Zurigo: -0,70% a 72,90 franchi svizzeri dai poco meno di 74 franchi di lunedì.In Italia Novartis ha registrato un aumento dei ricavi (a struttura invariata) del 3% nel 2006, a 1,306 miliardi di euro, grazie alle acquisizioni (in particolare quella dei vaccini di Chiron) e all'espansione dell'export (276 milioni), ma ritiene difficili anticipare le stime per il 2007. «L'espansione delle attività di Novartis nel nostro Paese - ha osservato Marco Venturelli, da poco meno di un anno alla guida di Novartis Italia - è avvenuta in un contesto molto problematico, penalizzato dai ripetuti provvedimenti di contenimento della spesa sanitaria. Di fronte alla logica di perenne emergenza che ispira queste misure è difficile fare previsioni per il 2007». Il profilo di crescita di Novartis Italia «è migliore rispetto al mercato, ma la crescita è più lenta rispetto al gruppo a causa dei provvedimenti del Governo. Ci piacerebbe vedere un piano di incentivazione alle scienze della vita di cui si era parlato nel programma di Governo».
Il Sole 24 Ore, 19 gennaio 2007



