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VENETO: GELATE, A RISCHIO FRUTTETI E GRANOTURCO

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Il segretario degli agricoltori lancia l'allarme per il Veneto orientale. Cancellier: «Stagione anomala, il raccolto potrebbe essere bruciato»

granoturcoGelate in vista, sono a rischio intere coltivazioni di granoturco e centinaia di frutteti nel Veneto Orienate. L'allarme lo ha lanciato la Cia, confederazione italiana agricoltori, con il responsabile di zona Angelo Cancellier. Il clima mite dei mesi scorsi ha provocato la fioritura anticipata delle piante e ora, con l'arrivo del freddo previsto per la prossima settimana, potrebbero subentrare delle gelate, come è normale che sia in questo periodo dell'anno. Questo può voler dire perdere interi raccolti.

 Il vero problema è che non ci sono soluzioni concrete in vista. La legislazione attuale nel settore non consente di intervenire e anche le richieste per i risarcimenti dei danni da calamità naturale prevedonoche le calamità prima si verifichino. Dunque si può soltanto aspettare e sperare che il freddo non sia così inesorabile. «Il territorio del Veneto Orientale è realmente a rischio - spiega Cancellier dalla sede della Cia in viale libertà a San Donà - la fioritura anticipata di alcune colture, delle piante arboree in particolare, ma anche del granoturco, sono state determinate dalle temperature molto elevate e inusuali in questo periodo dell'anno. Anche nel nostro territorio, però, si prevede un abbassamento improvviso forse già la prossima settimana. Questo freddo provocherebbe delle gelate, mettendo a rischio il raccolto. E' come se il ciclo biologico delle piante fosse stato sconvolto dalle condizioni climatiche eccezionali dei mesi scorsi. Bisognerà dunque tenere sott'occhio i frutteti e le coltivazioni a granoturco».

 Dopo la paura della siccità la scorsa estate, il nuovo anno inizia ancora all'insegna della tensione per il mondo agricolo del Sandonatese, Portogruarese e del litorale. Un settore pur sempre trainante per l'economia del territorio, che non dimentica le sue origini agricole. I coltivatori diretti e i proprietari dei terreni sono in allerta e più volte si sono recati presso le loro associazioni di categoria per chiedere spiegazioni e consigli in merito ai rischi che corrono adesso i raccolti.

 «Purtroppo, per il momento non possiamo fare nulla - spiega ancora Cancellier - in quanto la nostra legislazione prevede appunto che solo dopo la comprovata calamità naturale sia possibile chiedere una qualche forma di risarcimento dei danni che sono stati subiti dai raccolti».


La Nuova Venezia, 16 gennaio 2007
 

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