| IL DISASTRO AMBIENTALE POTREBBE DIVENTARE UN CRIMINE INTERNAZIONALE |
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| Scritto da Emiliano Angelelli | |
| Tuesday 16 January 2007 | |
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Presentata un’interpellanza parlamentare per l’istituzione di una Corte Penale Internazionale dell’Ambiente.
La videoconferenza, che si è chiusa con la sottoscrizione della Carta di Venezia - un documento presentato da IAES per il riconoscimento dei disastri ambientali intenzionali quali crimini contro l'umanità e per l'istituzione della Corte Penale Internazionale dell’Ambiente - ha visto la partecipazione di personalità, studiosi e cittadini collegati via web da tutto il mondo e la presenza di Ministri, alti rappresentanti di Istituzioni e organizzazioni impegnati da anni sui problemi ambientali come UNESCO, OMS, UE, Greenpeace. L'iniziativa è stata incoraggiata dalle Istituzioni locali, a cominciare dalla Regione Veneto e dal Comune di Venezia, ma una forte adesione è stata espressa anche da alte cariche dello Stato come il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Nicola Mancino, Vicepresidente del CSM. Grande interesse è stato avvertito anche da parte di Premi Nobel per la Pace. Così, Adolfo Perez Esquivel, premio Nobel per la Pace e Presidente dell’IAES, ha voluto partecipare alla Conferenza con diversi interventi, in più parti del meeting ed anche in sede di conclusione dei lavori. Significativa è stata anche l'adesione del mondo Accademico a cominciare dall'Università di Nova Gorica, IUAV di Venezia ed Urbino. Ma non solo. Dopo la conferenza il sito IAES.info è stato letteralmente "preso d’assalto", con accessi che in brevissimo tempo hanno superato il numero di 50.000, effettuati da tutti i continenti. I più numerosi quelli degli USA. "L'interpellanza parlamentare presentata dall'onorevole Bianco costituisce un primo, ma importante passo avanti per realizzare il progetto di una Corte Penale Internazionale dell’Ambiente – afferma il prof. Abrami, Presidente Vicario di IAES -. Attendiamo, però, da parte del Governo una risposta concreta in termini di fatti. Se il Governo vorrà dare una risposta all'interpellanza, ci auguriamo che sarà caratterizzata dalla chiara volontà di promuovere iniziative per il riconoscimento del disastro ambientale intenzionale tra i crimini contro l'Umanità. La Giurisdizione internazionale - prosegue Abrami - appare ormai sempre più necessaria soprattutto alla luce delle esperienze passate: tante vittime di disastri ambientali hanno invano chiesto giustizia alle magistrature locali e nazionali. Quando si parla di catastrofi della portata di Bhopal, con 20/30 mila morti e oltre mezzo milione di intossicati, o di Chernobyl, con migliaia di vittime e la modifica degli ecosistemi, non si può pensare di non agire. È quindi indispensabile l'istituzione di una Corte Penale Internazionale dell'Ambiente per evitare che nuovi disastri ambientali rimangano impuniti".
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