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L'EUROPA RILANCIA SULLE RINNOVABILI, MA L'ITALIA... PDF Stampa E-mail
Scritto da Emiliano Angelelli   
Wednesday 10 January 2007

Dopo tante anticipazioni relative al nuovo piano energetico dell'Unione Europea, eccolo finalmente pronto.

 

energie-rinnovabili2Naturalmente la prudenza vuole che non si gridi al miracolo, visto che, per ora, si tratta solo di buoni propositi. L'obiettivo è ambizioso: ridurre le emissioni di gas serra del 30% entro il 2020, e comunque non meno del 20%.

Si tratta in tutto di 12 documenti. Come anticipato ci sarà l'obbligo per le imprese di separare la produzione dalla distribuzione del gas o dell'elettricità, verrà istituita un'authority a livello europeo - oppure un network di enti regolatori indipendenti a livello nazionale - con l'obiettivo di assicurare una libera circolazione dell'energia a livello europeo, e inoltre sono stati individuati dei punti critici - come ad esempio i collegamenti per il gas fra Germania, Lituania e Polonia - che non garantiscono un appropriato rifornimento energetico ai vari paesi, e che, nei prossimi anni, dovranno essere risolti.

Per quel che riguarda le energie rinnovabili l'Unione Europea ha stabilito una "roadmap" con l'obiettivo di raggiungere quota 20% entro il 2020 e per i biocarburanti il 10% - anche se su questo argomento ho già espresso, in parte, i miei dubbi. Ogni paese potrà definire singolarmente a quali risorse - in base alle proprie peculiarità - vorrà dedicarsi con maggiore attenzione. Ogni stato dovrà definire quindi, un piano d'azione in base al quale agire.

Si parla molto anche di "carbone pulito", un argomento che, a dir la verità, mi spaventa. Vista la crisi del petrolio infatti, la produzione di energia derivata da questo combustibile fossile sta crescendo notevolmente. L'Unione Europea quindi, auspica che entro il 2020 tutti gli impianti alimentati a carbone, e a gas metano, si dotino delle tecnologie necessarie all'imagazzinamento dell'anidride carbonica. La mia paura è che questo distolga attenzione sulle rinnovabili e inoltre mi chiedo da qui al 2020 cosa accadrà, con l'utilizzo del carbone che cresce in maniera esponenziale - è previsto che entro il 2030, a livello mondiale, l'elettricità ottenuta dal carbone sarà oltre il doppio rispetto a quella attuale. Ma, ad essere sinceri, sono preoccupato soprattutto per l'Italia, dove abbiamo un ministro, Bersani, estremamente favorevole a questo tipo di tecnologia - non si può dire lo stesso per le rinnovabili - e un'azienda, l'Enel, che non è da meno. Inoltre fra i documenti presentati dall'Ue, ce n'è uno che fa il punto sulla situazione relativa alla produzione di elettricità da fonti rinnovabili. In Italia il contributo delle energie rinnovabili, che deriva soprattutto dall'apporto dell'idroelettrico, è diminuito, passando dal 16% del 1997 al 15,3% di oggi, e in vista dell'obiettivo del 25%, fissato per il 2010, la situazione non appare certo delle migliori.

In breve: l'Unione Europea fa i suoi piani, ma nel corso degli anni la realtà si è dimostrata sempre ben altra cosa. Probabilmente mirare in alto avrà lo scopo di farci raggiungere comunque buoni risultati, ma per chi, ora come ora, volesse preoccuparsi del proprio misero orticello - un orticello chiamato Italia poi non tanto piccolo - le prospettive non sembrano altrettanto rosee.

 

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