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GINNASI, LINSIDIOSA STRADA DELLA DIPLOMAZIA PDF Stampa E-mail
Sunday 17 December 2006
Dopo lo sciopero della fame, ora arriva la fase della diplomazia per l'azienda biologica Ginnasi. Una via lunga, tortuosa e assai insidiosa
Il Comune di Ronciglione è uno scoglio molto duro e lo ha dimostrato sin dall'inizio. Sembra che le possibilità di rivedere il Piano Regolatore, che ha stabilito l'esproprio di 11 ettari di terreno della piccola azienda biologica Ginnasi, praticamente il fulcro dell'azienda stessa, per la costruzione di un centro industriale-espositivo, siano molto ridotte.
Ma qualche lumino di speranza si è acceso quando il comune, giovedì 13 dicembre, sollecitato da Coldiretti, ha deciso di convocare per il 15 dicembre le associazioni locali di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Confesercenti, CNA, Confartigianato, Federlazio e Associazione Industriali) per discutere il nuovo Piano Regolatore e i problemi che sono sopraggiunti in merito ad esso.  Purtroppo, però, il lumicino si è spento subito dopo a causa di un debole alito di vento. E naturalmente l'alito di vento in questione l'ha provocato il comune stesso. Il giorno dopo infatti, nel primo pomeriggio, a mezzo fax, ha annulla l'incontro, a causa di "sopraggiunti impegni di alcuni partecipanti".

Senza soffermarci troppo a discutere sul ritardo con cui è stato inviato (volutamente?) l'invito alle associazioni, poi annullato a poche ore di distanza dall'inizio della riunione, ci siamo precipitati a verificare insieme a Marco Ginnasi, responsabile dell'azienda, se effettivamente questi “sopraggiunti impegni” avessero avuto luogo realmente. E purtroppo abbiamo constatato che delle otto organizzazioni chiamate a partecipare soltanto una non poteva essere presente, ovvero l'Associazione Industriale, mentre non siamo riusciti a contattarne una solamente, la Cia.
Ora, ammettendo che tutto sia possibile, basta però fare il calcolo delle probabilità ed è evidente che quasi certamente questi presunti “impegni” siano caduti dal cielo del Comune di Ronciglione.

Ci chiediamo esattamente a che gioco stia giocando l'amministrazione comunale della piccola cittadina viterbese, visto che, dimostrata prima un'assoluta indifferenza nei confronti della povera Elisabetta Ginnasi durante il suo sciopero della fame, continua ora a divincolarsi in maniera un po' sospetta anche in attesa di confrontarsi con le spinose trame della “diplomazia”. E due sono le questioni che ci poniamo.
Primo, quali interessi si muovono dietro a questo progetto così strenuamente difeso, visto che, per stessa ammissione del sindaco, non è nenche certo che ci siano investitori realmente interessati al centro industriale-espositivo?
Secondo, giriamo la palla al ministro De Castro, da sempre attento ai problemi di etichettatura e di difesa della tipicità del prodotto “made in Italy”. E ci chiediamo se non sia il caso, insieme alla giustissima “battaglia” per Dop, Dopg e via dicendo, di vigilare attentamente sulle politiche di sviluppo locale e magari alzare la voce quando, come nel caso di Ginnasi, questi progetti non tengono conto delle piccole realtà locali, importanti depositarie della tipicità suddetta.

Crediamo solamente, insomma, che la vicenda della piccola azienda di Ronciglione sia solo un esempio di tanti casi che silenziosamente, ogni giorno, ci derubano di un po' di rispetto dell'ambiente e di quella tipicità che proprio nella tutela delle piccole realtà locali dovrebbe vedere il proprio cavallo di battaglia.

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Per chi si fosse perso le puntate precedenti, eccoun paio di link di riferimento per ricostruire la vicendadell'azienda biologica Ginnasi di Ronciglione, in provincia diViterbo:

Sciopero   della fame per un esproprio bio

Ginnasi,   continua lo sciopero della fame



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