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CONSUMI, LITALIA FRENA A TAVOLA PDF Stampa E-mail
Thursday 14 December 2006

Nel 2006 calo dell'1,2% rispetto al 2005

Sarà colpa dei pochi soldi a disposizione, dei rincari di alcuni prodotti come frutta e verdura, oppure dell'incertezza per la situazione economica. Sta di fatto che gli italiani stringono la cinghia a tavola. Così anche nel 2006 i consumi domestici per l'alimentazione hanno fatto registrare, in quantità, un calo nei confronti del 2005 dell'1,2%, con un crollo netto per gli ortofrutticoli e segni negativi anche per carni, pane e pasta.

Vanno bene il latte e i suoi derivati, in particolare lo yogurt. È quanto si ricava dalle previsioni elaborate dalla Cia (Confederazione italiana agricoltori), che evidenzia comunque un risveglio delle vendite per le feste natalizie con un +1% rispetto allo scorso anno. Non è una sorpresa la pesante flessione nei consumi di prodotti ortofrutticoli: -7,5%. Un trend, purtroppo, che si riscontra già da alcuni anni. Si è andata allargando - sottolinea la Cia - la "forbice" dedi prezzi tra produzione e dettaglio.
Dai campi alla tavola si hanno aumenti di 20 volte.

Ma le dolenti note sui consumi vengono anche da altri settori. Le carni sono in calo del 2,2%: meno 5,5% per le carni avicole (aviaria), meno 0,4% per quella suina e meno 0,3% per quella bovina. In flessione pure i salumi (-1,8%). Nella stessa direzione i derivati dei cereali (pane e pasta in particolare) che diminuiscono del 3%. In consistente ribasso anche olio (-9,2%) e grassi.


Il Secolo XIX, 14 dicembre 2006
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