| COCA COLA, STUDIO SPERIMENTALE SUI RATTI |
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| Tuesday 12 December 2006 | |
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Ecco i risultati di uno studio a lungo termine su topi Sprague-Dawley, cui è stata somministrata la famosa bevanda
La Coca-Cola è stata inventata nel maggio 1886 ad Atlanta, Georgia, da un farmacista che, più o meno per caso, miscelò acqua carbonata con sciroppo di zucchero, acido fosforico, caffeina ed altri aromi naturali per creare quella che è conosciuta come la “bibita analcolica più diffusa al mondo.” Attualmente la Coca-Cola è venduta in più di 200 nazioni e agli inizi del 2000 l'azienda ha venduto la sua 10 miliardesima confezione di prodotto marchiato Coca-Cola. Stante il consumo mondiale di Coca-Cola, la Fondazione Europea Ramazzini ha pianificato e condotto presso il suo CRCCM di Bentivoglio, Bologna, un progetto sperimentale per studiare gli eventuali effetti a lungo termine correlati alla somministrazione a ratti Sprague-Dawley di Coca-Cola al posto dell'acqua da bere per tutta la vita, fino a morte naturale. I test biologici sono stati eseguiti su ratti maschi e femmine di diverse età, e precisamente: (a) esposti sin dalla fase embrionale o dall'età di 7 settimane; (b) esposti a partire da 30, 39 o 55 settimane d'età. Complessivamente il progetto ha riguardato 1999 ratti. Durante la fase vitale, sono stati raccolti dati sul consumo di bevande e di cibo, sul peso corporeo e la sopravvivenza. Gli animali sono stati tenuti sotto osservazione fino al decesso naturale e quindi sottoposti ad autopsia. I risultati indicano: (a) un aumento del peso corporeo di tutti gli animali trattati; (b) un aumento statisticamente significativo in relazione ai tumori maligni mammari nelle femmine, sia con prole che senza; (c) un aumento statisticamente significativo dell'incidenza degli adenomi esocrini del pancreas sia nei maschi che nelle femmine, sia con prole che senza; (d) una maggior incidenza, per quanto non statisticamente significativa, dei carcinomi delle cellule delle isole del pancreas nelle femmine, un tumore maligno verificatosi molto raramente nei controlli storici del CRCCM. Sulla base dei risultati di questo studio, il consumo eccessivo di bevande analcoliche dovrebbe essere generalmente scoraggiato, in particolare nei bambini e negli adolescenti. -------------- Riceviamo e pubblichiamo il commento di una lettrice: L'esperimento sopra indicato, che secondo i ricercatori dimostra che "il consumo eccessivo di bevande analcoliche dovrebbe essere generalmente scoraggiato, in particolare nei bambini e negli adolescenti" non dimostra affatto questa conclusione, che invece puo' essere dimostrata semplicemente attraverso l'osservazione clinca e le ricerche epidemiologiche (ossia l'osservazione e lo studio statistico di gruppi di persone e delle malattie che queste sviluppano). Non la dimostra per vari motivi: 1. I ratti non sono esseri umani in miniatura, e quanto su di loro riscontrato non si puo' dire, a priori, che valga anche per gli umani. Questa e' l'idea di base dell'antivivisezionismo scientifico, e certo non si puo' pretendere di spiegarla in due frasi, anche perche' e' radicato nelle convinzioni comuni che l'idea "proviamo su un animale cosi' sappiamo che effetto fa sull'uomo" sia sensata, e per scardinarla serve un ragionamento approfondito e una informazione precisa, che vi invitiamo a trovare sul sito Novivisezione.org - http://www.novivisezione.org. Basti pensare che l'Amanita Phalloides, fungo velenosissimo per l'uomo, e' innocuo per il coniglio, che la stricnina e' innocua per varie specie di scimmie, che la morfina, tranquillante per l'uomo, e' un eccitante per i cavalli e i gatti, e cosi' via. 2. La ricerca non dimostra nemmeno che per i ratti il consumo di coca-cola sia pericoloso; dimostra solo che in condizioni estreme questo consumo e' pericoloso, condizioni assolutamente irrealistiche: consumo di sola coca-cola come unica bevanda per tutta la vita! 3. Se anche, per assurdo, i ratti fossero davvero degli esseri umani in miniatura, e, sempre per assurdo, quanto su di loro riscontrato valesse anche per gli umani, la ricerca dimostra solo che e' dannoso bere solo coca-cola per tutta la vita senza mai bere acqua. Ma nella vita vera, non in quella dei ratti tenuti in gabbia, questo non avviene mai, e quindi chiunque volesse smontare questo studio e sostenere che non e' dimostrato che sia dannoso bere anche un litro di coca-cola al giorno, avrebbe ragione, nel senso che lo studio dimostra la dannosita' in situazioni talmente estreme da non essere significative. In sostanza, dunque, dare retta a studi di questo tipo e' molto pericoloso, perche' ci mette in una situazione poco difendibile. E' chiaro che il consumo di alte quantita' di bevande gassate sia dannoso, ma se ne vogliamo la dimostrazione scientifica la dobbiamo avere su dei casi reali, il che puo' avvenire solo effettuando studi epidemiologici, vale a dire studiendo la realta'. Basarsi su queste conclusioni, invece, permette a chiunque di smontare la nostra tesi. Questo errore metodologico e' di vecchia data e purtroppo le ricerche sulla nutrizione, per lo studio degli effetti dei singoli nutrienti o delle loro combinazioni, viene spesso svolta su animali. Pure, gli studiosi piu' seri ci mettono in guardia da queste "semplificazioni". L'American Dietetic Association, nella sua posizione ufficiale sulla disinformazione nel campo della nutrizione, avverte che, quando si devono valutare studi scientifici, i consumatori dovrebbero tener presente "la limitata applicabilita' degli esperimenti sugli animali agli esseri umani". [ADA1989] Peter Jones, direttore della "Scuola di Dietetica e Nutrizione Umana", ha affermato che: "L'approccio alla ricerca scientifica sta cambiando. Nel passato, ci siano affidati ai modelli animali; nutrivano i ratti di laboratorio con concentrazioni maggior di grassi, per valutarne gli effetti sul loro metabolismo. Ora la ricerca nel campo della nutrizione e' piu' sofisticata e ci permette di studiare direttamente gli esseri umani." [Chester1998] In definitiva, con gli esperimenti su animali si puo' dimostrare tutto e il contrario di tutto, basta scegliere la specie "giusta" per ottenere i risultati che vogliamo e le condizioni sperimentali che preferiamo. Ma questa non e' scienza, e un ratto e' diverso da un topo, da un coniglio, da un cane e da un uomo. E' importante non cadere mai nel tranello di dire "questo risultato e' valido e quindi cito questo esperimento su animali, perche' lo conferma". E' cosi' infatt che la vivisezione si e' fatta la fama di essere "utile". Ma se noi sappiamo che le bibite gassate fanno male, questo non significa ne' che l'esperimento sui ratti sia utile, ne' che dimostri questo (in effetti, non lo dimostra, come spiegato prima). I dati che ci dimostrano davvero questo fatto che pare lampante ce li puo' dare solo l'evidenza sugli umani, che, purtroppo, e' gia' li', disponibile da osservare. Avvelenare 2000 ratti con la coca-cola non serve a nessuno, se non a dare lavoro e articoli da pubblicare ai ricercatori che l'hanno fatto. Marina Berati responsabile del progetto informativo NoVivisezione.org Riferimenti: [ADA1989] ADA, American Dietetic Association position paper on nutrition misinformation - Identifying Food and Nutrition Misinformation paper, Nutrition Research Newsletter, February 1989 [Chester1998] Bronwyn Chester, "Sound science that tastes good", Mc Gill reportr on-line, 24 September 1998 (http://www.reporter-archive.mcgill.ca/Rep/r3102/food.html) Disinformazione.it, 12 dicembre 2006
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