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Giovedì 14 dicembre mercato contadino al Palazzo dei congressi in occasione della Conferenza regionale dell'agricoltura
La campagna approda in città. Contadini e allevatori trasferiscono nel centro di Firenze vino e olio, formaggi e carni, marmellate e pasta artigianale, ma anche ortaggi e frutta, rigorosamente di stagione. E' un vero mercato contadino, un Mercatale, quello che potrà essere visitato giovedì 14 dicembre, dalle 9 alle 18, al Palazzo dei congressi in occasione della Conferenza regionale dell'agricoltura. Un'opportunità speciale per incontrare i produttori, per degustare le loro tipicità, e anche per acquistarle, in uno shopping natalizio tutto toscano (per l'occasione saranno preparate confezioni e cesti regalo con i prodotti di campagna).
La piazza del mercato sarà animata da una quarantina di produttori in gran parte del Valdarno e del Casentino: è a Montevarchi e a Bibbiena infatti che la tradizione del Mercatale è stata rilanciata dall'Arsia (l'Agenzia regionale per l'innovazione in campo agricolo) e che oggi è parte di un progetto più complessivo della Regione Toscana, definito di 'filiera corta' proprio per indicare come i passaggi della catena produttiva saranno ridotti all'essenziale: da chi produce a chi consuma. Il progetto, che sarà illustrato alla conferenza, prevede a partire dal 2007 la creazione di una rete regionale di vendita diretta di cui faranno parte esperienze esistenti, come quelle dei mercatali, e iniziative nuove (come per esempio la nascita di 'spacci' direttamente gestiti dagli agricoltori). La rete sarà tenuta insieme da un marchio e da un disciplinare che dovrà servire a certificare il rispetto dei principi di qualità e la provenienza dei prodotti. La rete prevederà anche la stipula di accordi diretti fra produttori locali e altri soggetti (ristoratori, esercizi commerciali, la rete della grande distribuzione).
"E' un progetto - ha evidenziato l'assessore regionale all'agricoltura Susanna Cenni - che guarda al futuro recuperando anche tradizioni passate: cioè ristabilendo un contatto diretto fra ciò che viene acquistato e chi lo ha prodotto, in modo da creare vantaggi per entrambi: per il produttore, che saltando tutte le intermediazioni, otterrà una remunerazione più equa, per il consumatore, che in questo modo è più garantito sul prodotto e riscopre un contatto diretto con i sapori del suo territorio".
Le esperienze di 'filiera corta' hanno la loro genesi negli Stati Uniti dove da una ventina d'anni esistono i cosiddetti farmer's market. Negli ultimi cinque anni questi mercati sono cresciuti del 30% passando da 3mila a 3.700 con oltre 40mila imprese agricole coinvolte. In Toscana da diversi anni esistono vari mercati contadini (la Fierucola di firenze e di Prato, il Pagliaio di Greve in Chianti, il mercato contadino di Pisa, la Zucca barucca di Pistoia, il mercato di Cecina) e si sono inoltre cresciute varie esperienze di vendita diretta: dai punti vendita presso le cantine o i frantoi, ai Gas, i Gruppi di acquisto solidale, cioè gruppi di famiglie che si organizzano per acquistare collettivamente prodotti alimentari da produttori locali.
Il progetto 'filiera corta' metterà in rete queste esperienze, stimolerà il loro allargamento e favorirà iniziative di trasparenza come l'etichetta 'prezzo chiaro' che darà informazioni dettagliate sui costi di produzione e di trasformazione dei prodotti. Il progetto prevede il coinvolgimento, accanto alla Regione, delle agenzie per lo sviluppo agricolo (Arsia) e per la Promozione (Toscana promozione), del sistema degli enti locali, ma anche delle associazioni dei produttori, dei consumatori e dei Gruppi di acquisto solidale. Gli interventi previsti saranno finanziati sia con risorse regionali che con i fondi comunitari del Piano di sviluppo rurale.
Prima, 12 dicembre 2006
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